Il Tirreno

castagneto carducci 

No al tour dell’alga da S. Vincenzo

Insieme per Castagneto: «Dubbi per l’ambiente e di legittimità»

2 MINUTI DI LETTURA





CASTAGNETO CARDUCCI . «Sembra ormai una prassi quella di scaricare, prima dell’inizio della stagione balneare, le alghe in putrefazione ammassate sulle spiagge di San Vincenzo sull’arenile del Comune di Castagneto, con l’inspiegabile benedizione della sindaca Sandra Scarpellini». Così gli esponenti di Insieme per Castagneto.

I consiglieri d’opposizione citano il precedente del 2016 per dare la dimensione di quel che accadrà con l’avvio delle operazioni del 3 maggio. «Ben 8.000 metri cubi di posidonia oceanica spiaggiati a San Vincenzo furono interrati sulle spiagge di Castagneto, in due trincee scavate nell’arenile larghe 10 metri, profonde 1,50 metri e lunghe 800 metri».

Insieme per Castagneto pone anche un problema di legittimità. «L’articolo 39, comma 11, del d. lgs. 205/2010, come interpretato da Cassazione ammette lo smaltimento della posidonia tramite interramento solo se non mista ad altro materiale e solo “in sito” e, cioè, nello stesso luogo dove l’alga spiaggiata è stata rinvenuta, senza alcuna possibilità di trasposto o trattamento».

Sul piano politico rilevano che «non è una critica alla collaborazione tra Comuni, certamente auspicabile, quanto piuttosto a un accordo del quale il Comune di Castagneto sembra più vittima che parte consapevole, tanto da correre il rischio di recitare la parte dell’allocco». E mettono in fila i limiti dell’operazione. «Lo scavo di trincee non può che causare ingenti danni all’ecosistema dunale dell’arenile castagnetano – sostengono –. L’elevata quantità di rifiuti trasportata dai corsi d’acqua, abbandonata in mare o direttamente sugli arenili andrà a mescolarsi con la posidonia finendo per essere interrata con questa nell’arenile». E ancora: «L’utilizzo di mezzi meccanizzati per il trasporto della posidonia comporterà un danneggiamento fisico della spiaggia e viene persa l’occasione di riutilizzo della posidonia di San Vincenzo per interventi di restauro e protezione di litorali sabbiosi in preda all’erosione». Anzi si cita l’alternativa seguita dal Comune di Livorno che «ha rimosso oltre 200 tonnellate di posidonia dalle spiagge della Bellana e dei Tre Ponti per poi trattare l’alga in appositi impianti sino alla trasformazione in compost per uso agricolo».

Alla sindaca Scarpellini rivolgono tre domande. «A quale interesse comunale risponde la scelta di interrare le alghe di San Vincenzo sull’arenile di Castagneto? Quali studi il Comune ha commissionato al fine di escludere qualsiasi impatto ambientale sull’ecosistema dunale dell’area nella quale avverrà l’interramento? Perché non è stato possibile un diverso e più efficiente sistema di smaltimento delle alghe in territorio sanvincenzino?».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera