Il presidio
«Ragazze, denunciate le violenze» L’appello di Anna su Facebook
Il caso. Dopo l’ultima denuncia della ragazza, al vaglio dei carabinieri i dettagli dell’auto su cui sarebbe stata caricata, un’utilitaria gialla con attrezzi da lavoro. Tanti messaggi di solidarietà
ROSIGNANO. La voglia di raccontare una volta per tutte la sua terribile esperienza. La necessità di trovare possibili testimoni per accreditare la versione rilasciata con la denuncia. Ma c’è anche un altro motivo. «Dare forza alle ragazze che sono nella mia stessa situazione per dire tutto ai genitori o a chiunque possa aiutarle», scrive Annamaria Calderoni sul gruppo Facebook “Sei solvaino se”, dove la sua storia tiene banco da giorni. Ecco perché la ragazza ha deciso di offrire la sua esperienza, fatta di abusi sessuali e incubi che ritornano, all’opinione pubblica. «Cercate un aiuto», scrive la 25enne, invitando chi ha subito quel che ha subito lei a farsi avanti.
Il caso ha scosso tutta Rosignano, scopertasi teatro in una storia orribile. Dopo il servizio de Le Iene, in cui Annamaria racconta la sua esperienza passata e presente, sono centinaia i messaggi di solidarietà inviati alla ragazza attraverso i social, sia in privato che in pubblico. Giovedì sera è stata lei a presentarsi sulla piattaforma digitale. «Qualcuno mi conosce da piccola e qualcuno purtroppo mi ha conosciuto solo adesso per via di questo fatto – scrive - Siete stati numerosi e gentili, non lo avrei mai pensato». Lancia il suo appello a ragazze sventurate come lei perché si facciano coraggio e trovino la forza di reagire al loro dolore. «Scrivo per vedere se (anche se spero di no) ci sia un'altra ragazza che ha subito qualche tipo di violenza dalla persona in questione», dice la ragazza. La persona in questione è Marco Macelloni, condannato in via definitiva per abusi sessuali nei confronti di Annamaria, iniziati quando aveva meno di dieci anni e durato per diverso tempo. L’uomo, oggi 50enne, respinge le accuse e ribadisce che la giovane si è inventata tutto, come ha detto sia durante il processo concluso il 10 aprile in Cassazione, sia a Le Iene quando lo hanno intervistato. Ma se questa è la storia passata, c’è un nuovo capitolo nella vicenda, nato il 9 marzo scorso quando Annamaria si è presentata ai carabinieri per denunciare una nuova violenza nei suoi confronti sempre per mano, sostiene lei, dello stesso uomo.
Il fatto sarebbe accaduto il 5 marzo lungo via Allende, quando la ragazza sarebbe stata trascinata con la forza sui sedili posteriori di una macchina dove il 50enne avrebbe abusato di lei, mentre un complice era alla guida. Una storia per cui Annamaria adesso cerca testimoni ed è anche per questo che si è affidata al social. «Chiunque abbia visto qualcosa il 5 marzo presso il distributore in via Allende mi scriva in privato, ero con una Panda vecchia verde». Nessuno però si sarebbe fatto sentire al momento, né come testimone né come vittima di altri abusi. E Macelloni, dal canto suo, ha già fatto sapere che anche questa sarebbe tutta un’invenzione, sicuro di poterlo dimostrare. A fare luce su questo nuovo caso sarà l’indagine della Procura di Livorno, basata sul racconto dato dalla ragazza. Tra gli elementi al vaglio degli investigatori ci sono i dettagli legati alla macchina: una Opel Agila di colore giallo, disordinata all’interno con vari attrezzi da lavoro sparsi qua e là. Annamaria ha spiegato poi che non conosceva il complice: di lui ha detto soltanto che era brizzolato, 50 anni circa con una voce roca da fumatore e l’accento toscano. Elementi oggi al vaglio degli investigatori, che lavorano sottotraccia mentre la discussione resta ancora aperta con toni aspri, come è del resto l’argomento.
In mezzo ai molti messaggi di condanna rivolti nei confronti del 50enne, ci sono quelli di solidarietà per Annamaria. «Ti auguro davvero col cuore che tu riesca ad arrivare in fondo a questa brutta storia e che tu riesca a trovare un po' di pace e serenità. Sei stata coraggiosa – scrive Greta - Spero che tu possa essere di esempio e stimolo per tante». È la stessa speranza della ragazza con il suo appello, perché con il coraggio di denunciare e di affrontare il dolore si possano dissipare altri incubi.
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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