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Emodinamica su 2 presidi i 5 Stelle tengono il punto
Servizi socio-sanitari: le contro proposte del Movimento alla progetto dell’Asl Case della salute con personale medico dedicato e attrezzate per la diagnostica
CECINA. «Le nostre sono proposte concrete, non pretese». Così i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle sulla proposta dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest di rioganizzazione dei servizi socio sanitari del maxi distretto che riunisce Bassa Val di Cecina e Val di Cornia a partire dalla creazione di un’unica Società della salute e dagli ospedali di Cecina e Piombino in rete.
«Sono proposte perfettamente realizzabili. Ed è esattamente ciò che serve ai cittadini al posto degli spot senza alcun dato mostrato pubblicamente dell’Asl». Parlano a una sola voce i consiglieri di Rosignano Elisa Becherini, Mario Settino e Francesco Serretti e per Cecina Rosanna Farinetti. «Proposte che abbiamo avanzato all’assemblea pubblica di riorganizzazione dei servizi socio sanitari che si è svolta l’11 aprile a Donoratico».
Chiedono l’emodinamica su due presidi «utilizzata alternativamente anche per elettrofisiologia. È un punto chiave e mette in sicurezza anche Volterra. È perfettamente realizzabile con costi sostenibili ed è richiesta a ragion veduta da tutti i cittadini. Non si può continuare a far finta che il problema non esista, chi lo fa deve prendersi le sue responsabilità». Sul fronte delle liste d’attesa parlano di possibile riduzione, «fino all’azzeramento, senza alcun bisogno di far ricorso a strutture private, per gli esami con ultrasuoni utilizzando tecnici sonographers che possono registrare esami in modo standardizzato e inviarli a refertazione centralizzata. Il tempo medico sarebbe solo quello della refertazione, aumentando enormemente la produttività». E ancora: «Visto che le aree in questione contano molti paesi sparsi in una grande area, i tecnici possono andare a fare registrazioni eco direttamente nelle strutture sanitarie dei singoli paesi. In questo modo si riduce molto il disagio dei trasferimenti per gli esami».
Chiedono anche di rivalutare il ruolo dei medici di famiglia, attualmente trasformati in controllori di spesa, e l’apertura immediata di Case della salute efficienti, non solo contenitori vuoti e spot pubblicitari. Devono prevedere la presenza di un medico di medicina generale e di un infermiere professionale dalle 8 alle 20 dal lunedì al venerdì e dalle 8 alle 14 il sabato. Devono essere attrezzati per fare diagnostica e trattamento di urgenze di grado lieve, codici bianchi, e devono essere dotati di una diagnostica di base, Ecg in telerefertazione, diagnostica ematochimica con dispositivi point-of-care, che consentano di rispondere alle esigenze del territorio attualmente prive di percorso territoriale, con conseguente congestione del pronto soccorso».
L’area che comprende Bassa e Alta Val di Cecina, Val di Cornia ed Elba ha dimensioni territoriali e di popolazione simili a quelle di città di media dimensione e «deve essere dotata di un sistema che preveda l’assegnazione a ogni presidio ospedaliero, Cecina, Piombino, e similmente anche Volterra, di percorsi diagnostici e terapeutici di eccellenza, facendoli divenire poli fondamentali dell’architettura sanitaria regionale». E concludono: «Per il percorso donna, sbandierato come grandissima novità, c’è veramente poco da dire. Solo, forse, l’incremento della chirurgia mammaria non neoplastica, quindi forse la mastoplastica ricostruttiva. Ma i servizi già ci sono per la maggior parte. Il fatto di aggregarli in un’area dell’ospedale ha solo uno scopo pubblicitario».
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