In 646 scendono in campo per la Farmacia Europea
La protesta: l’attività aperta in piazza Iori da marzo 2016 chiude all’improvviso «Consegneremo le firme al sindaco Lippi, quel servizio deve rimanere»
CECINA. Lasciateli lavorare. Lo dicono al Comune di Cecina 646 cittadini. In tanti firmano in calce al testo: “Si richiede che la Farmacia Europea sita in piazza Iori possa continuare a svolgere il servizio sul territorio”. «Tutte adesioni raccolte in un solo giorno», dice la promotrice dell’iniziativa Anita Fabris. Che aggiunge: «Le consegneremo al sindaco perché il servizio deve rimanere. I titolari sono stati obbligati a scegliere e costretti a rinunciare. Non si può far abbassare la saracinesca da un giorno all’altro. Il sindaco non può non farsi sentire e negarsi alle richieste di chiarimento».
Le controindicazioni della chiusura, l’ultimo giorno di apertura della farmacia è stato il 14 aprile, mettono in secondo piano regole e burocrazia. In piazza Iori l’apertura dell’attività ha coinciso con un miglioramento della qualità urbana di quello spazio da sempre al centro delle proteste per bivacchi e altre intemperanze. Lo stop si rivela una medicina amara per chi aveva scelto di avvalersi di quel servizio in questi due anni di attività. E rischia di trasformarsi un boomerang per l’amministrazione comunale. «Vergogna! ». È questo il commento ricorrente sui social. Ma si fanno spazio anche teorie del complotto: «Disturbavano qualcuno».
Un clima in cui il messaggio affisso dai titolari della società ABM Farma, Giuseppe Albanese, Pasquale Borrelli e Gaetano Miele, nella bacheca all’esterno dell’attività non ha aiutato a rasserenare gli animi: “In attuazione del provvedimento di chiusura del Comune di Cecina, conseguente all’apertura della sede farmaceutica di Latina, dal giorno 15 aprile 2018 la Farmacia Europea cesserà la propria attività. Ci scusiamo per il disagio e vi ringraziamo per la fiducia accordataci”.
All’origine c’è la lettera inviata dalla ABM Farma il 5 aprile al Comune di Cecina in cui si comunicava che dal 10 aprile avrebbero rinunciato alla sede farmaceutica. «Abbiamo dovuto prendere atto della scelta – dice Alessandra Cheli, dirigente del settore Servizi alle imprese –. Anzi confrontandoci con la Regione che ha la competenza in materia non è possibile consentire l’apertura da parte della ABM Farma poiché c’è una condizione di incompatibilità».
Nel 2012, la società ABM Farma ha partecipato al concorso nazionale per l’assegnazione di sedi farmaceutiche, con relativa uscita della graduatoria in contemporanea e conseguente assegnazione con possibilità di scelta tra due regioni. Però, mentre la Regione Toscana assegna subito Cecina ai tre professionisti, nel Lazio piovono i ricorsi e la sede viene individuata soltanto due anni dopo. Non solo: la Regione Lazio dichiara l’incompatibilità, al contrario di quanto succede in altre province d’Italia. Da qui la scelta dei tre professionisti di optare per Latina rinunciando alla sede di Cecina. Sede che a questo punto dovrà essere riassegnata dalla Regione Toscana.
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