Il Tirreno

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La fine dell’ex dispensario, sporco e abbandonato

di Anna Cecchini
La fine dell’ex dispensario, sporco e abbandonato

Il Comune di Rosignano non è mai riuscito a vendere l’edificio ridotto a un rudere fatiscente I residenti temono per la tenuta statica oltre che per i rifiuti gettati nel giardino

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ROSIGNANO. Un rudere nel centro urbano, sotto gli occhi di tutti. Muri perimetrali scrostati, calcinacci cadenti, tetto pericolante, erba alta ovunque. E rifiuti di ogni tipo abbandonati nel giardino circostante, quasi fosse una discarica a cielo aperto. Sono queste le condizioni dell’edificio che per anni è stato la sede di Pubblica assistenza, guardia medica e Avis. Si tratta dell’immobile che si affaccia su via della Repubblica, a monte del semaforo in zona Cinque Strade. Di proprietà del Comune, dopo essere stato dismesso si è trasformato in uno scheletro fra le case del quartiere.

L’edificio risulta abbandonato da oltre dieci anni ormai, da quando dipendenti e volontari dell’associazione di soccorso si sono prima trasferiti alle Morelline e poi, quasi due anni fa, nell’attuale sede in zona Pel di Lupo. Della riqualificazione dell’immobile tra via della Repubblica e via Giusti si parla da anni, anche per mettere fine ad una situazione di pericolo che si aggrava sempre di più con il passare del tempo. Tra l’altro, grazie ad una specifica variante urbanistica che ormai risale a svariati anni fa, l’edificio può essere trasformato in residenziale. Eppure non è mai stato venduto. Neppure in occasione dell’asta che è stata effettuata dal Comune nel 2012 (allora il prezzo stabilito erano 450mila euro), durante la quale nessun imprenditore mostrò interesse per acquisirlo e recuperarlo: in quell’occasione l’asta è andata deserta e da allora nessuno si è fatto avanti per acquistare l’immobile nel centro cittadino.

Così le condizioni dell’ex dispensario – come i rosignanesi chiamano da sempre questa struttura, un tempo adibita appunto a dispensario medico – continuano a peggiorare anno dopo anno. Da più zone della facciata cadono pezzi di intonaco, gli avvolgibili delle finestre hanno ceduto, le vecchie porte sono state consumate dal tempo e probabilmente anche i vandali hanno fatto la loro parte. Non solo, nel giardino circostante l’edificio sono cresciute le erbacce, come del resto nell’area retrostante, una volta utilizzata per parcheggiare parte dei mezzi di soccorso della Pubblica assistenza. Ma non bastasse c’è pure dell’altro: anche il tetto è invaso dalle piante cresciute spontaneamente e oggi divenute dei veri arbusti lasciati a se stessi in quel terreno.

La struttura, da tempo pericolante, è stata circondata con l’apposita rete arancione utilizzata sui cantieri, così da evitare che i cittadini possano avvicinarsi e rischiare di essere colpiti dai calcinacci. Una precauzione indispensabile, che però non impedisce né ai vandali di entrare né ai residenti della zona, come del resto ai cittadini di passaggio, di temere per la tenuta statica del complesso che, oltretutto, è diventato un ricettacolo di sporcizia e restituisce all’intera zona una immagine di abbandono, che nessuno dei rosignanesi vede di buon occhio vista la sensazione di degrado che ispira.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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