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Barabino: «La mia idea di politica non urlata»

Barabino: «La mia idea di politica non urlata»

CECINA. «Sono un candidato del territorio, conosciuto per la mia professione di avvocato e per il mio impegno pubblico con spirito di servizio». Così Paolo Barabino, candidato di Forza Italia alla...

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CECINA. «Sono un candidato del territorio, conosciuto per la mia professione di avvocato e per il mio impegno pubblico con spirito di servizio». Così Paolo Barabino, candidato di Forza Italia alla Camera per il collegio plurinominale Toscana 2.

«Rappresento un’idea politica non urlata né arrogante, credo nel confronto pacato tra idee e ideali – prosegue. Cerco una sintesi virtuosa per le contraddizioni che finora hanno contrassegnato il nostro territorio: l’immigrazione che non può andare a discapito della sicurezza, l’ambiente e l’industria che devono convivere, la famiglia che dev’essere salvaguardata di fronte a chi ne mina le fondamenta».

In materia di politica fiscale: «Grazie alla flat tax con l’aliquota unica al 23% potremo rilanciare i consumi, la produzione, l’occupazione e, più in generale, l’economica del Paese e dei nostri territori. Ed è proprio pensando a questi ultimi che propongo il rilancio del porto di Livorno, il potenziamento dell’aeroporto di Pisa, la difesa dei servizi sanitari e assistenziali, la viabilità tra la zona costiera e il Senese, la salvaguardia dei nostri arenili dall’erosione, la tutela dei balneari e dei commercianti, nonché quella degli agricoltori, con le cui rappresentanze ho condiviso e sottoscritto il loro manifesto a difesa dell’agroalimentare, l’inserimento in Costituzione di principi basilari per lo svolgimento delle professioni liberali».

In tema di lavoro: «Il jobs act purtroppo non ha indotto le imprese a creare occupazione stabile, ma quasi esclusivamente lavoro precario; per questo è necessario introdurre strumenti più efficaci che correggano gli effetti distorsivi e incentivino le imprese ad assumere con contratti stabili a tempo indeterminato». Ci sono poi le pensioni. «La legge Fornero ha creato profonde ingiustizie e una assurda competizione tra generazioni. Non credo esista una formula magica, ma vi sono dei problemi oggettivi che vanno valutati con buon senso e realismo quali l’esistenza di lavori usuranti che non possono essere svolti a 66 anni e l’indubbio bisogno da parte dei giovani di lavorare». Tra le altre priorità la sicurezza e l’immigrazione. «I clandestini vanno rimpatriati. Le nostre città chiedono infine più sicurezza, troppi gli episodi di microcriminalità che privano i cittadini della libertà di movimento, un’efficace politica dei rimpatri e più forze dell’ordine impegnate nel controllo del territorio saranno un utile deterrente».

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