Nuovo polo educativo, 180 posti
Su via Champigny riuniti nido e materna. Franchi: «Azzerare le liste di attesa»
ROSIGNANO. Ospiterà circa 180 bambini dai 3 mesi ai cinque anni il nuovo polo per l’infanzia che verrà costruito nell’area verde tra via Champagny e via Musselbourg a Rosignano Solvay. Obiettivo: azzurre le liste di attesa. In particolare «125 saranno i bambini che potranno frequentare la scuola dell’infanzia - spiega il sindaco Alessandro Franchi - e 55 i bambini dai 3 mesi ai 3 anni, che potranno essere ospitati al nido. L’obiettivo, tendo conto delle iscrizioni odierne e le proiezioni per i prossimi anni, è quello di azzerare le liste di attesa». Il progetto è interamente finanziato, con 2.890.000 euro, dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che «ha promosso una bando per realizzare i nuovi poli per l’infanzia e effettuato una selezione dei migliori interventi territoriali tramite manifestazioni di interesse indette dalle Regioni, che ha scelto come primo in graduatoria quello presentato dal Comune di Rosignano». Si tratta «di un progetto didattico - continua il primo cittadino - che consentirà, in un’ottica di verticalizzazione, una maggiore integrazione tra i bambini che frequenteranno il nido e quelli della scuola d’Infanzia». Il polo sarà infatti una struttura unica per bambini e bambine dai tre mesi ai tre anni riuniti in percorsi che costituiscono un solo sistema educativo integrato. La nuova scuola permetterà di sostituire due realtà scolastico-educative, la scuole statale dell’infanzia “Gianni Rodari” del 2° circolo didattico “Giosuè Carducci” di Rosignano Marittimo e l’asilo nido comunale “Mammolo” del Comune di Rosignano. Due realtà che andranno a costituire il nuovo polo innovativo mettendo in sinergia il sistema pubblico e quello privato accreditato. “In particolare la scuola Rodari - dice Franchi - ha bisogno di interventi di manutenzione straordinaria. La realizzazione del nuovo polo ci permetterà di offrire ai bambini, una scuola nuova, adeguata ai più recenti requisiti tecnici in termini antisismici e di bioedilizia. Siamo in attesa di conoscere dal Miur - ha concluso Alessandro Franchi - l’iter della procedura. Ma non saranno tempi lunghi».
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