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Morte in culla, cause incerte 30 casi all’anno in Toscana
CECINA. È la prima causa di morte fra i bambini nati sani, ma sarà ogni volta soltanto l’autopsia a dare informazioni utili sul sospetto che si sia trattato realmente di una “morte in culla”. Per il...
CECINA. È la prima causa di morte fra i bambini nati sani, ma sarà ogni volta soltanto l’autopsia a dare informazioni utili sul sospetto che si sia trattato realmente di una “morte in culla”. Per il resto, non esiste nulla di concreto nell’esperienza clinica di questa malattia circa le reali motivazioni causali. Ma c’è anche una piccola ma importante differenza che acquista, nel contesto, una grossa importanza: è infatti chiamata “improvvisa”, ma sarebbe più preciso definirla anche “morte inaspettata o inattesa del lattante”. In pratica, la parola chiave non è tanto l’“improvvisa” quanto l’“inattesa”: in sostanza tutto accade quando il bambino si trova in uno stato di apparente, buona salute ovvero sano. Tale affezione si verifica, mediamente, in un caso ogni mille neonati (circa 30 all’anno in Toscana) e la causa rimane tuttora sconosciuta. Sul piano clinico si può ipotizzare una condizione a rischio davanti alla presenza di un’alterazione del tracciato elettrocardiografico, cioè la sindrome del “QT lungo”. Ma le motivazioni più attendibili emergono nell’ambito dell’autopsia quando si vanno ad escludere altre motivazioni, come quelle cerebrali (malformative o neurometaboliche a carico delle cellule nervose, per un difetto di neurotrasmissione che impedisce al bambino di svegliarsi in situazioni particolari), cardiache e respiratorie. Solo a questo punto si può ipotizzare di trovarsi di fronte ad una probabile sindrome da morte improvvisa. La Sudden Infant Death Syndrome (più comunemente indicata come SIDS) colpisce di solito nel corso del primo anno di vita e, a tutt’oggi, rappresenta la prima causa di morte fra i bambini nati sani. Talvolta è stata chiamata in causa anche la posizione abituale del bambino durante il sonno (eventualità di un rigurgito): ecco perché si consiglia, in proposito, alle mamme di mantenere quella supina ovvero a pancia all’insù, sia nel sonno diurno che notturno.
Gian Ugo Berti
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