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Si allunga la concertazione per il trasloco del mercato
Le associazioni di categoria chiedono più tempo per approfondire il progetto Gli ambulanti evidenziano discrepanze sui dati, ma il Comune vuole accelerare
CECINA. Le esigenze non coincidono. Da una parte c’è l’amministrazione comunale, che vorrebbe dare il via alla sua rivoluzione al più presto, nel giro di qualche settimana. Dall’altra ci sono le associazioni di categoria, che al contrario stanno portando avanti delle verifiche approfondite, dalle misurazioni alla comparazione di dati che ad ora stridono, per cui occorre più tempo. La concertazione sul trasferimento del mercato nel centro cittadino con le conseguenti modifiche in termini di viabilità si annuncia quindi più lunga del previsto, con due parti che accettano di discutere tra di sé senza polemiche, ma senza neanche rinunciare alle proprie priorità, che al momento non coincidono.
L’amministrazione infatti ha come priorità l’esigenza di adeguarsi alle nuove normative in tema di sicurezza, dettate soprattutto dal decreto Gabrielli pensato per l’antiterrorismo. Le associazioni di categoria, invece, hanno la priorità di salvaguardare i bisogni dei propri iscritti, ambulanti o esercizi fissi che siano. Una discrepanza che è venuta già fuori lunedì pomeriggio, dopo l’incontro dei direttivi Anva Confesercenti ed Fiva Confcommercio, che sono poi quelli degli ambulanti. «Dato che l’obiettivo comune è quello di riqualificare il mercato e migliorare la sicurezza vorremmo evitare errori per non esserci concessi il tempo necessario per opportune riflessioni»: sono le parole usate nel comunicato congiunto. Un invito al confronto, certo, ma anche alla pazienza, dato che il lavoro portato avanti dalle associazioni è consistente. I membri delle associazioni, armati delle mappe fornite dall’amministrazione durante il primo confronto, sono andati nel centro di Cecina a misurare punto per punto la nuova disposizione dei banchi e non tutto sembra coincidere con quanto previsto dal Comune. Ecco perché i direttivi Anva e Fiva hanno chiesto «una serie di dati tecnici indispensabili; ovviamente tutto sarà oggetto di confronto stretto e costante con gli operatori». Confronto che viene scandito in passaggi: il confronto tra direttivi (quello di lunedì), il direttivo interno a ogni associazione e infine l’assemblea dei soci, che verosimilmente non si terrà prima della prossima settimana.
Un percorso che allunga il cronoprogramma che si era augurata la maggioranza. Il Psi ha parlato pubblicamente di «due-tre settimane», di cui una è già trascorsa. Fiato sprecato per le associazioni. «Dall’estate a oggi il Comune non si è fatto sentire e ora ha fretta - ha commentato lunedì Catia Giannoni di Confcommercio - Siamo aperti al confronto, ma non accettiamo ultimatum».
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