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Il bilancio sui saldi: bene gli incassi, sbagliato il periodo
CECINA. Positivi ma non entusiasmanti. Utili, certo, ma andrebbero rivisti nelle modalità. È questo in estrema sintesi il bilancio sui saldi invernali stilato dalla Confesercenti. «I saldi vanno...
CECINA. Positivi ma non entusiasmanti. Utili, certo, ma andrebbero rivisti nelle modalità. È questo in estrema sintesi il bilancio sui saldi invernali stilato dalla Confesercenti. «I saldi vanno posticipati ma rimangono a prescindere un’occasione per imprese e consumatori: questo è in sintesi il risultato di un indagine svolta sul territorio livornese tra i propri associati», dice in una nota il direttivo della zona Cecina, aprendo il confronto sul tema.
«A distanza di circa un mese dall’inizio dei saldi, Confesercenti prova a tirare concretamente le somme per dare una prima reale valutazione dell’andamento dei saldi invernali 2018 ed i risultati sono interessanti e rilanciano la necessità di una riflessione complessiva - continua la nota - In sintesi si può dire che i saldi invernali 2018 sono, grosso modo in linea con quelli del 2017 e quindi da considerarsi complessivamente positivi anche se non esaltanti». Al di là del dato puramente quantitativo, comunque, il contesto spinge Fabio Tinti, presidente regionale Fismo (settore Abbigliamento e Calzature) Confesercenti, ad introdurre una valutazione più generale sul sistema dei saldi e del rapporto squilibrato tra piccola e Gdo (grande distribuzione organizzata). «È evidente la disparità di trattamento a cui stiamo assistendo – sostiene Tinti - la quasi completa liberalizzazione delle vendite promozionali ha svilito il valore stesso dei “saldi” creando una situazione nella quale da un lato i consumatori si aspettano riduzioni in ogni momento dell’anno e dall’altro i commercianti, inchiodati dalla concorrenza della grande distribuzione e dei franchising sono beffati dal divieto di effettuare vendite promozionali 30 giorni prima dell’inizio dei saldi. Un sistema che, così come è venuto a crearsi, di fatto, può solo entrare in blocco per corto circuito ed a rimetterci sarà la qualità e la varietà dell’offerta dei negozi di vicinato che rischiano l’estinzione». Quindi, conclude Tinti, indagini a parte, «serve un ripensamento complessivo della normativa e di un calendario che effettivamente tenga conto della stagionalità».
In sostanza, sostiene Confesercenti, «non hanno senso i saldi a gennaio ed a maggior ragione i saldi estivi a luglio: in questo senso Confesercenti si adopererà, a livello regionale per una modifica della normativa in materia».
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