Il presidio
Ex Faro, stop al cantiere annullata la concessione
San Vincenzo, il pronunciamento del tribunale amministrativo della Toscana L’area da dicembre è sottoposta a sequestro, è in corso un’indagine penale
SAN VINCENZO. Annullato il permesso a costruire. Precipita di nuovo nell’incertezza il futuro dell’ex pizzeria Il Faro a San Vincenzo. Il tribunale amministrativo regionale della Toscana (Tar) ferma la ristrutturazione alle fondamenta. La sentenza 154 del 16 gennaio stabilisce che in quell’area sul lungomare Marconi, angolo via Pianosa, dove c’era una struttura a un solo piano non può sorgere una di quattro piani di cui tre fuori terra in cui realizzare tre appartamenti di lusso fronte mare. L’intervento fa capo ad Agi Spa, ossia a Stefano Lazzerini e Gian Primo Lazzerini, proprietari dell’immobile. Il progettista è il geometra Marco Sparapani.
È stato rilasciato il 31 agosto dal Comune di San Vincenzo il permesso di costruire relativo al progetto edilizio di sostituzione e ristrutturazione edilizia dell’ex ristorante. Un nuovo permesso per un nuovo progetto, a seguito della sentenza il 28 marzo del Tar che ha annullato il precedente permesso a costruire. La novità rispetto al progetto originario è la copertura piana a terrazza anziché a spiovente. Ma stando ai giudici del Tar non sposta il problema. “Il rialzamento è consentito laddove sussistano esigenze tecniche di consolidamento statico o di adeguamento igienico sanitario oppure qualora si voglia procedere a una riorganizzazione di volumi già esistenti”, si legge nel dispositivo della sentenza che ha accolto il ricorso promosso da Cesare Molta e Maria Grazia Giovanna Sagaci contro il Comune di San Vincenzo e Agi Spa, Stefano Lazzerini e Gian Primo Lazzerini.
Il nodo è la modifica dello skyline, ovvero lo scenario frastagliato che connota il profilo urbano di quel tratto di litorale. L’articolo 37 del piano strutturale del Comune di San Vincenzo stabilisce il divieto di sopraelevazione, con deroghe alla regola che nel caso dai giudici amministrativi non sono applicabili. Nell’area dell’ex Faro, infatti, si applicano in regime di salvaguardia, fino all’approvazione del regolamento urbanistico, gli articoli 37 e 38 del piano strutturale che vietano i rialzamento delle coperture al fine di non alterare lo sky line urbano.
All’ex Faro da dicembre sono spuntati i sigilli apposti dai carabinieri della locale stazione su disposizione del giudice delle indagini preliminari (Gip) del tribunale di Livorno. L’inchiesta penale è un salto di qualità rispetto alla vicenda. Sigilli che invece di essere sul lato strada, dove c’è l’accesso al cantiere, si scoprono solo curiosando dal lato spiaggia. Quale sia l’ipotesi di reato non è dato saperlo. Ma uno dei presupposti per l’applicazione dell’articolo 321 del codice di procedura penale è che il Gip ha riscontrato nella richiesta di sequestro presentata dal pubblico ministero che indaga la sussistenza di elementi idonei a suffragare la configurabilità in concreto della fattispecie di reato ipotizzata.
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