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Si ribella al rapinatore e lo colpisce con una spranga - Video
Cecina: il ladro è entrato nel negozio con un coltello. Il titolare lo ha sorpreso e colpito: «È istinto»
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VIDEO. La reazione del tabaccaio
CECINA. Tredici secondi. Tredici secondi per mescolare minacce, paura, istinto, coraggio e determinazione. Una miscela adrenalinica che Stefano Cubeddu ha sentito ribollire nello stomaco quando un rapinatore gli ha puntato un coltello al petto: il commerciante prima lo ha assecondato e poi in un lampo ha afferrato una spranga da sotto il bancone, colpendo e mettendo in fuga il malvivente. L’uomo incappucciato è riuscito comunque a far perdere le sue tracce, lasciando dietro di sé solo delle macchie di sangue sul pavimento della tabaccheria: il luogo sbagliato che aveva deciso di derubare. «È stato un gesto istintivo», racconta il commerciante.
"DAMMI I SOLDI CHE HAI NELLA CASSA"
27 gennaio, sabato sera, 19.30 circa, San Pietro in Palazzi. Cubeddu è da solo nella sua tabaccheria lungo la via Aurelia e magari sta pensando che esattamente un anno prima la sua attività è stata bersaglio dei ladri, capaci in quell’occasione di portar via un bottino da 10mila euro tra i soldi nel registratore di cassa e stecche di sigarette. In quell’occasione, era il 26 gennaio 2017, i malviventi colpirono quando la tabaccheria era chiusa. Questa volta, invece, la saracinesca è alzata e dentro c’è il titolare. Cubeddu sta sistemando le sigarette sugli scaffali dietro al bancone quando sente che qualcuno alle sue spalle lo sta afferrando per un braccio. Non se n’è ancora accorto, ma una persona con il volto ben nascosto dal cappuccio e da una sciarpa color amaranto è appena entrato nel locale e dalla tasca interna della giacca ha tirato fuori un coltello. «Dammi i soldi che hai nella cassa», dice in italiano perfetto, tirando il commerciante per il braccio, costringendolo a girarsi. Cubeddu non riesce vederlo in faccia ovviamente, ma mantiene il sangue freddo nonostante la punta della lama che mira al suo petto. «Dammi i soldi!», insiste il malvivente. «Stai calmo, ora te li do, tranquillo», risponde il commerciante cercando di assecondarlo. Con successo verrebbe da dire, visto quel che sta per succedere.
LA REAZIONE DEL TABACCAIO
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Il malvivente infatti si convince di avere la situazione in pungo e sembra abbassare la guardia mentre il tabaccaio si abbassa lentamente verso il bancone: l’impressione è quella che stia andando verso il cassetto del registratore, dove ci sono i contanti incassati nella giornata, ma in realtà il suo istinto punta alla spranga che usa per tirar giù la saracinesca all’ora di chiusura. È un solo un secondo, ma intriso di eventi: il ladro volta leggermente lo sguardo da quella che ritiene essere la sua vittima, Cubeddu se ne accorge e come un gatto afferra il ferro e colpisce l’uomo che lo sta minacciando con due botte secche all’altezza della testa. Non prende la mira, ma agisce d’istinto. «È questione di un attimo, agisci senza pensare più di tanto», spiega il commerciante.
I COLPI ALLA TESTA DEL LADRO E LA FUGA
L’azione però è efficace: la colluttazione fa volare qualche articolo esposto sul bancone ma in compenso fa fuggire il ladro, sanguinante. Cubeddu lo insegue, ma quando arriva in strada fa giusto in tempo a vederlo sparire lungo via Mentana Ovest. Da quando il rapinatore è entrato nella tabaccheria a quando è uscito malconcio, sono passati tredici secondi. «Dopo che l’ho colpito alla testa è fuggito a gambe levate - racconta Cubeddu con tono pacato ma serio - Ha lasciato qualche macchia di sangue sul pavimento e poi è scappato a piedi. Ho provato ad inseguirlo, ma nel tempo che ho fatto il giro del bancone aveva già preso vantaggio. Sono riuscito solo a intravederlo mentre scappava in via Mentana».
Parla il tabaccaio che ha sventato la rapina: «Volevo solo difendermi, mi dispiace se l’ho ferito»
I carabinieri sono arrivati sul posto pochi minuti dopo la chiamata del gestore. Hanno fatto tutti i rilievi necessari e hanno acquisito i filmati del circuito di sicurezza, mettendosi alla ricerca dell’uomo incappucciato che, tra i segni particolari per essere identificato, presenta ora due botte all’altezza della testa.
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