Il presidio
Stop alle varianti semplificate c’è la segnalazione in Regione
SAN VINCENZO. Scrivono alla Regione Toscana per segnalare ciò che sta accadendo a San Vincenzo. Cinque pagine a caratteri fitti e dal tenore tecnico per mettere in luce che essendo trascorsi tre anni...
SAN VINCENZO. Scrivono alla Regione Toscana per segnalare ciò che sta accadendo a San Vincenzo. Cinque pagine a caratteri fitti e dal tenore tecnico per mettere in luce che essendo trascorsi tre anni dall’entrata in vigore della legge regionale 65 del 2014 «il Comune non può più procedere all’adozione di varianti, ancorché semplificate, al Regolamento urbanistico e al Piano strutturale vigenti». È quanto sostiene la lista d’opposizione Assemblea sanvincenzina (As), con il capogruppo Paolo Riccucci e i consiglieri Fabiana Boccini e Francesco Battini. Destinatari il presidente della Regione Enrico Rossi, l’assessore all’Urbanistica Vincenzo Ceccarelli, il direttore del dipartimento Urbanistica Aldo Ianniello, il dirigente de settore Pianificazione Marco Carletti e il responsabile dell’unità Strumenti della pianificazione comunale Alessandro Marioni.
Tradotta dal tecnico al politico i consiglieri di As sottolineano che «l’urbanistica di varianti semplificate “ad hoc”, che hanno contraddetto spesso il Piano strutturale e contraddistinto la politica urbanistica di Roventini non è più possibile». E proseguono: «Questo ci risulta dalla documentazione in nostro possesso e, visto che la politica del campicchiare di Bandini ci ha traghettato senza prevenire determinate scadenze ci ritroviamo oggi con un regolamento urbanistico dalle previsioni scadute e, soprattutto senza piano operativo. Se Bandini pensa che un piano operativo, o un piano spiaggia, siano solo un mezzo per elemosinare voti in cambio delle solite, disattese, promesse elettorali si sbaglia. Questi sono mezzi di pianificazione seria in cui si dovrebbe individuare un interesse pubblico e dare seguito alle previsioni nel proprio mandato, dimostrando serietà, buona volontà e preparazione. Se il sindaco e il suo assessore non sono in grado di gestire, come hanno dimostrato, la pianificazione urbanistica, sfuggita completamente dal loro controllo e in mano del (legittimo) interessamento privato, chiediamo di rivedere prima di tutto le cariche assegnate in giunta e poi di meditare seriamente sui frutti che stiamo raccogliendo a un anno dalla fine del mandato».
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