Italia
Caos sull’imposta di soggiorno c’è l’appello delle associazioni
Cecina, Confcommercio e Confesercenti chiedono a sindaco e forze politiche di uscire dall’empasse Aumentate le tariffe e ampliato il periodo di applicazione resta ancora da adeguare il regolamento
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CECINA . Un capitolo da riscrivere. Quel passo falso sull’imposta di soggiorno per le associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti non può chiudere il discorso. L’amministrazione comunale di Cecina decisi i ritocchi alle tariffe della tassa di scopo, a carico dei turisti che soggiornano in strutture ricettive della città, e l’ampliamento del periodo di applicazione, portato dall’1 maggio al 30 settembre mentre lo scorso anno si andava dall’1 luglio al 15 settembre, si ritrova con un regolamento da adeguare alle novità introdotte dalle legge regionale. Il risultato è l’effetto degli equilibri saltati in maggioranza. La giunta ha scelto di tirare a diritto e non concedere nulla a Luigi Valori del Gruppo misto e Massimo Gentili di Ispirazione Dem e Riformisti che al passaggio nel consiglio comunale del 28 dicembre hanno fatto venire meno il proprio voto marcando un punto politico.
La presidente di Confcommercio Cecina Catia Giannoni e il collega di Confesercenti Umberto Chisci provano a intervenire a una sola voce. «Come associazioni di rappresentanza seguiamo con il dovuto rispetto il dibattito che si è sviluppato in consiglio comunale e pur non entrando nel merito delle polemiche non possiamo non far rilevare che i nostri associati sono molto poco interessati alla battaglia politica avendo, ogni giorno, ben altre concrete e pesanti incombenze con cui cimentarsi». Questa la premessa per poi mettere a fuoco quello che definiscono lo stato dell’arte sulla questione.
«Ad oggi abbiamo un raddoppio della posta in bilancio, da 180.000 a 360.000 euro, che riteniamo di dubbia realizzabilità e una delibera di giunta che aumenta le tariffe unitamente al periodo si applicazione – affermano –. Una misura che ovviamente non possiamo condividere in quanto portatrice di un segnale negativo nei confronti di un settore come il ricettivo turistico che meriterebbe, invece, di essere aiutato visto che è stato l’unico in questi anni di crisi drammatica a essere andato in controtendenza». E proseguono: «Ci troviamo, nei fatti, con un regolamento d’applicazione della tassa vecchio e non in linea con le nuove normative regionali in materia di Turismo, le legge 86 del 20 dicembre 2016. E con questo quadro riteniamo che sarebbe un grave errore considerare la questione chiusa».
Da qui l’appello, a cominciare dalla giunta che sul punto a tirato dritto senza lasciare spazio ad alcuna apertura, ma anche a tutto il consiglio comunale «affinché, nei limiti del possibile, si produca una sintesi, la più largamente condivisa, in grado di spostare a un livello più evoluto il confronto su un tema che a questo punto rischia di divenire soltanto terreno di polemiche strumentali e inutili». E concludono: «Siamo disponibili, come sempre, a portare il nostro responsabile contributo a un eventuale nuovo percorso che si aprisse. Secondo noi ci sono i tempi e gli strumenti normativi per farlo e su questo misureremo, nei fatti, le reali volontà politiche. Aspettiamo con fiducia un segnale in tal senso, in considerazione anche del fatto che gli operatori del settore hanno il diritto di praticare la loro attività all’interno di un sistema di regole certe».
Manolo Morandini
La presidente di Confcommercio Cecina Catia Giannoni e il collega di Confesercenti Umberto Chisci provano a intervenire a una sola voce. «Come associazioni di rappresentanza seguiamo con il dovuto rispetto il dibattito che si è sviluppato in consiglio comunale e pur non entrando nel merito delle polemiche non possiamo non far rilevare che i nostri associati sono molto poco interessati alla battaglia politica avendo, ogni giorno, ben altre concrete e pesanti incombenze con cui cimentarsi». Questa la premessa per poi mettere a fuoco quello che definiscono lo stato dell’arte sulla questione.
«Ad oggi abbiamo un raddoppio della posta in bilancio, da 180.000 a 360.000 euro, che riteniamo di dubbia realizzabilità e una delibera di giunta che aumenta le tariffe unitamente al periodo si applicazione – affermano –. Una misura che ovviamente non possiamo condividere in quanto portatrice di un segnale negativo nei confronti di un settore come il ricettivo turistico che meriterebbe, invece, di essere aiutato visto che è stato l’unico in questi anni di crisi drammatica a essere andato in controtendenza». E proseguono: «Ci troviamo, nei fatti, con un regolamento d’applicazione della tassa vecchio e non in linea con le nuove normative regionali in materia di Turismo, le legge 86 del 20 dicembre 2016. E con questo quadro riteniamo che sarebbe un grave errore considerare la questione chiusa».
Da qui l’appello, a cominciare dalla giunta che sul punto a tirato dritto senza lasciare spazio ad alcuna apertura, ma anche a tutto il consiglio comunale «affinché, nei limiti del possibile, si produca una sintesi, la più largamente condivisa, in grado di spostare a un livello più evoluto il confronto su un tema che a questo punto rischia di divenire soltanto terreno di polemiche strumentali e inutili». E concludono: «Siamo disponibili, come sempre, a portare il nostro responsabile contributo a un eventuale nuovo percorso che si aprisse. Secondo noi ci sono i tempi e gli strumenti normativi per farlo e su questo misureremo, nei fatti, le reali volontà politiche. Aspettiamo con fiducia un segnale in tal senso, in considerazione anche del fatto che gli operatori del settore hanno il diritto di praticare la loro attività all’interno di un sistema di regole certe».
Manolo Morandini
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