Il Tirreno

Il perito si oppone al sistema ma viene messo a tacere

LIVORNO. Se il sistema gestito da Emiliano Lonzi porta la Procura a sostenere che i rifiuti che provengono alla Lonzi e alla Rari non ricevono alcun trattamento e fuoriescono dagli impianti con un...

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LIVORNO. Se il sistema gestito da Emiliano Lonzi porta la Procura a sostenere che i rifiuti che provengono alla Lonzi e alla Rari non ricevono alcun trattamento e fuoriescono dagli impianti con un codice identificativo diverso, c’è anche chi dentro la società contesta questa pratica.

È il 27 settembre 2016 quando Mauro Palandri racconta ad Emiliano Lonzi e a Leno Bonsignori che Alessandro Perelli, perito chimico, dipendente della Lonzi, gli aveva chiesto di parlare del recupero della plastica.

Secondo gli inquirenti Perelli ha contestato a Palandri le modalità di recupero di tale sostanza, suscitando la reazione dell’interlocutore il quale, dopo aver affermato di non sapere tecnicamente nulla, gli ha replicato che “l’importante” era che “la carta” fosse “tutto a posto”.

Ma Perelli contesta anche l’effettuazione di uno “scarto” e la circostanza che dei rifiuti non passavano all’impianto (“so che fanno lo scarto del … sì, ma poi la roba all’impianto non ci passa”, “so che fanno lo scarto … ma poi la roba all’impianto non ci passa”, “sai tanti codici un passano per l’impianto”). La risposta di Mauro Palandri è chiara: senza mezzi termini gli dice che neppure tutto il materiale che entra nell’impianto della Rari. viene inertizzato: “non penserai mica che tutto il materiale che entra in Rari io lo inertizzi”. “Alessandro quello neppure da me tutti i materiali passan dall’impianto”.

(g.co.)



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