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Cinque feriti, indagato solo il pilota
di Manolo Morandini
Ferma da mesi l’attività di paracadutismo sportivo, accertamenti tecnici sul velivolo precipitato il 15 luglio al Cedrino
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CECINA . Un solo indagato. A cinque mesi dall’incidente aereo del Cessna 185, precipitato poco dopo essersi alzato in volo dalla pista dell’aviosuperficie di Cecina, il 15 luglio scorso, l’inchiesta che fa capo alla Procura della Repubblica di Livorno arriva alla fase degli accertamenti tecnici su quel che resta dell’aeromobile e la condotta tenuta dal pilota Ilario De Marchi. Il pubblico ministero Antonella Tenerani ha affidato l’incarico al colonnello Alfredo Caruso, ex ufficiale dell’Aeronautica, di seguire le operazioni che saranno eseguite dal personale dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo che entro 80 giorni dovrà consegnare la sua relazione.
L’incidente. Il pilota De Marchi, 54 anni, originario di Varese, è ancora convalescente. C’era lui alla cloche del Cessna 185 precipitato poco dopo essersi alzato in volo. L’orologio il 15 luglio si è fermato alle 9,58. Era il primo volo della giornata alla Skydive Kalifornia. A bordo gli istruttori Sandro Bigozzi, originario di Grosseto, e Albino Murtas, carabiniere in servizio a Livorno e residente a Rosignano, che nell’inchiesta sono le due parti offese, pronti a far provare la brezza del lancio con la tecnica tandem a una coppia di ventenni del ravvennate. Per il ragazzo quel lancio doveva essere il regalo per festeggiare i suoi 25 anni. Invece finirono tutti al pronto soccorso. E ad avere la peggio fu il pilota, ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Cisanello di Pisa.
De Marchi è considerato un pilota di grande esperienza, con alle spalle circa 8.000 ore di volo. Un veterano del paracadutismo, oltre 14.000 lanci all’attivo, è istruttore esperto, direttore della Skydive Kalifornia, scuola che dal 15 luglio ha interrotto l’attività. Il pilota è anche membro della squadra italiana che ha partecipato al record del mondo di lavoro relativo. A tradirlo, stando alla ricostruzione del giorno dell’incidente, sarebbe stato un calo di potenza del motore in fase di decollo. Con l’aereo che perde potenza poco dopo lo stacco dal suolo, subito dopo il fine pista. «Lo abbiamo visto cadere da un’altezza di qualche decina di metri – raccontavano dall’aviosuperficie –. Ma ha sviluppato l’emergenza nel modo corretto, con una virata a sinistra finendo in un campo».
L’inchiesta. L’aeromobile e i fusti di benzina in questi mesi sono rimasti sotto sequestro in un’area dell’aviosuperficie. Protetti da un telo in attesa che venissero disposti gli accertamenti tecnici. Sull’incidente sono aperte più inchieste. La Procura di Livorno con il sostituto Tenerani che da subito ha coordinato le indagini affidate ai Carabinieri del comando di Cecina, guidato dal maggiore Irene Micelotta. Sull’episodio hanno aperto un’inchiesta anche l’Ente nazionale aviazione civile (Enac) e l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) che a Cecina già nel giorno dell’incidente avevano inviato i rispettivi ispettori.
L’incidente. Il pilota De Marchi, 54 anni, originario di Varese, è ancora convalescente. C’era lui alla cloche del Cessna 185 precipitato poco dopo essersi alzato in volo. L’orologio il 15 luglio si è fermato alle 9,58. Era il primo volo della giornata alla Skydive Kalifornia. A bordo gli istruttori Sandro Bigozzi, originario di Grosseto, e Albino Murtas, carabiniere in servizio a Livorno e residente a Rosignano, che nell’inchiesta sono le due parti offese, pronti a far provare la brezza del lancio con la tecnica tandem a una coppia di ventenni del ravvennate. Per il ragazzo quel lancio doveva essere il regalo per festeggiare i suoi 25 anni. Invece finirono tutti al pronto soccorso. E ad avere la peggio fu il pilota, ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Cisanello di Pisa.
De Marchi è considerato un pilota di grande esperienza, con alle spalle circa 8.000 ore di volo. Un veterano del paracadutismo, oltre 14.000 lanci all’attivo, è istruttore esperto, direttore della Skydive Kalifornia, scuola che dal 15 luglio ha interrotto l’attività. Il pilota è anche membro della squadra italiana che ha partecipato al record del mondo di lavoro relativo. A tradirlo, stando alla ricostruzione del giorno dell’incidente, sarebbe stato un calo di potenza del motore in fase di decollo. Con l’aereo che perde potenza poco dopo lo stacco dal suolo, subito dopo il fine pista. «Lo abbiamo visto cadere da un’altezza di qualche decina di metri – raccontavano dall’aviosuperficie –. Ma ha sviluppato l’emergenza nel modo corretto, con una virata a sinistra finendo in un campo».
L’inchiesta. L’aeromobile e i fusti di benzina in questi mesi sono rimasti sotto sequestro in un’area dell’aviosuperficie. Protetti da un telo in attesa che venissero disposti gli accertamenti tecnici. Sull’incidente sono aperte più inchieste. La Procura di Livorno con il sostituto Tenerani che da subito ha coordinato le indagini affidate ai Carabinieri del comando di Cecina, guidato dal maggiore Irene Micelotta. Sull’episodio hanno aperto un’inchiesta anche l’Ente nazionale aviazione civile (Enac) e l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) che a Cecina già nel giorno dell’incidente avevano inviato i rispettivi ispettori.
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