Il Tirreno

Nella ex fattoria di Villa Serristori solo case di lusso

di Manolo Morandini
Nella ex fattoria di Villa Serristori solo case di lusso

Castagneto Carducci, dal recupero del patrimonio edilizio  alla bonifica dei 10 ettari del dismesso centro zootecnico

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CASTAGNETO CARDUCCI. Dopo il mega progetto dei primi anni duemila il futuro di Villa Serristori guarda al residenziale di lusso. Questa la prospettiva indicata nella variante al Piano strutturale e al Regolamento urbanistico che viene portata in adozione nel consiglio comunale di Castagneto Carducci questa mattina, alle ore 9 nella sala Falcone e Borsellino. L’operazione che fa capo al gruppo Fingen, holding finanziaria dei fratelli Corrado e Marcello Fratini, è stata illustrata nell’assemblea pubblica che si è tenuta la sera del 22 novembre nella sala delle conferenze della Casa della salute a Donoratico. Un incontro «in zona Cesarini», è la metafora calcistica usata dalla sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini per sottolineare che la scelta di portare questa e altre tre varianti al voto è dettata dal calendario dei lavori per il nuovo Piano operativo, così si chiama il vecchio piano strutturale, «dal 27 novembre salvo novità dell’ultima ora scatteranno le norme di salvaguardia per le quali non è possibile approvare alcun intervento che non sia contenuto nel Piano strutturale, prima dell’entrata in vigore del nuovo Piano operativo sul quale stiamo lavorando da tempo, anche se dalla Regione sono ancora da definire alcuni aspetti normativi importanti».

Al tavolo con la sindaca anche l’assessore all’Urbanistica Giorgio Badalassi e il funzionario del settore Urbanistica Moreno Fusi. Chi si aspettava di conoscere nel dettaglio i progetti è rimasto deluso. Quelle che sono emerse sono le linee guida che dovranno tradursi in progetti. «Le richieste avanzate sono comunque compatibili con gli indirizzi contenuti nel nuovo Piano operativo e le proponiamo all’esame del consiglio comunale per avere la possibilità di procedere comunque, senza dover obbligatoriamente rinviare decisioni e procedure che consentono la definizione di questi interventi urbanistici, alla formale adozione del Piano operativo».

Villa Serristori. Un’area di 40 ettari quella interessata dalla variante che si rende necessaria per ammettere la destinazione residenziale degli immobili. Il recupero del rudere di Villa Serristori, parzialmente crollata e inagibile dal 1944, e le attigue scuderie, il podere Le Porcarecce e l’ex centro zootecnico.

Il progetto, sulla scorta di quanto indicato dalla proprietà Villa Donoratico Srl, prevede la demolizione e bonifica degli edifici esistenti, non più utilizzati dell’ex centro zootecnico recuperando fino al 50% della volumetria esistente. Un’area di circa 10 ettari per la cui bonifica è prevista una spesa di 1, 2 milioni di euro. L’ex centro zootecnico vale circa 2.800 metri quadrati da rimodulare in 7 edifici da collocare prevalentemente nei pressi della zona attualmente occupata da un uliveto rado, a nord-est della Villa Serristori. Ma le dimensioni varieranno in base alle richieste di mercato, anche se il limite è di realizzare al massimo 2 unità abitative per nuovo edificio. Dalle scuderie si prevedono 5 appartamenti per un totale di 900 metri quadrati. La superficie della Villa è stimata in circa 2. 800 metri quadrati da frazionare in un massimo di 6 appartamenti. L’unica indicazione l’ha data la sindaca Scarpellini: «sarà gestita come Palazzo Tornabuoni a Firenze», ovvero come una specie di multiproprietà extra lusso.



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