Alessia, la sua storia premiata dall’Unesco
La studentessa delle Galilei si è classificata prima in Toscana con un racconto ambientato in Africa
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CECINA . Appassionata di scrittura e danza, Alessia Bartoletti si è classificata prima in Toscana al concorso letterario nazionale sui diritti umani bandito dall’Unesco.
La protagonista di questa storia frequenta la classe 3ª B delle medie Galileo Galilei, in via Fucini. Ha scritto il racconto nella primavera dell’anno scorso, quando frequentava la seconda, e il 21 novembre è stata premiata in aula magna dalla preside Tania Pascucci, dalla sua professoressa di lettere Rita Maria Nicolosi e dalla presidente del Club Unesco di Livorno Margherita Mazzei. Durante i mesi, i ragazzi hanno letto e commentato con l’insegnante la Dichiarazione universale dei diritti umani. Da qui, la scelta del tema, che Bartoletti ha incentrato su “La vittoria di Abdul”, narrazione ambientata in Africa a metà degli anni Settanta. Il continente non è stato scelto a caso: l’autrice lo ha preso quale sfondo perché meno evoluto, puntando sulla qualità della scrittura per descrivere la storia di un adolescente e della sua famiglia, che si istruisce per sviluppare la propria coscienza civile e ottenere rispetto. Leggere le pagine significa immergersi in un mondo diverso dal nostro, dove andare a scuola è un lusso e la sanità è un sogno. Con lei hanno partecipato la gemella, Amelie Bartoletti, e la compagna di banco Cecilia Fabbri con un testo sulla schiavitù e sulla privacy.
La vincitrice, che a giugno 2018 affronterà gli esami di terza media, vorrebbe frequentare «il liceo classico o l’economico-sociale per poi laurearmi in legge e divenire avvocato», dice Alessia. Intanto si diverte con le amiche, frequenta corsi di danza classica e moderna ed è intrigata dal foglio bianco e dalla penna. «Il racconto – afferma Pascucci – è profondo e asciutto. Analizza i diritti fondamentali delle persone, presenti nella nostra carta costituzionale, a partire dall’istruzione. Credo che la nostra bravissima vincitrice possa un giorno insegnare oppure divenire preside». Nicolosi ha ricordato che per gli studenti il concorso è stata un’occasione per mettersi in gioco e conoscere meglio se stessi. Ne sono prova i pensieri trascritti sul quaderno al termine degli approfondimenti collettivi e della discussione promossa in classe. La sintesi di tutto questo sono i lavori delle tre alunne, capaci di interpretare i grandi temi e tradurli con il cuore in parole semplici.
Michele Falorni
La protagonista di questa storia frequenta la classe 3ª B delle medie Galileo Galilei, in via Fucini. Ha scritto il racconto nella primavera dell’anno scorso, quando frequentava la seconda, e il 21 novembre è stata premiata in aula magna dalla preside Tania Pascucci, dalla sua professoressa di lettere Rita Maria Nicolosi e dalla presidente del Club Unesco di Livorno Margherita Mazzei. Durante i mesi, i ragazzi hanno letto e commentato con l’insegnante la Dichiarazione universale dei diritti umani. Da qui, la scelta del tema, che Bartoletti ha incentrato su “La vittoria di Abdul”, narrazione ambientata in Africa a metà degli anni Settanta. Il continente non è stato scelto a caso: l’autrice lo ha preso quale sfondo perché meno evoluto, puntando sulla qualità della scrittura per descrivere la storia di un adolescente e della sua famiglia, che si istruisce per sviluppare la propria coscienza civile e ottenere rispetto. Leggere le pagine significa immergersi in un mondo diverso dal nostro, dove andare a scuola è un lusso e la sanità è un sogno. Con lei hanno partecipato la gemella, Amelie Bartoletti, e la compagna di banco Cecilia Fabbri con un testo sulla schiavitù e sulla privacy.
La vincitrice, che a giugno 2018 affronterà gli esami di terza media, vorrebbe frequentare «il liceo classico o l’economico-sociale per poi laurearmi in legge e divenire avvocato», dice Alessia. Intanto si diverte con le amiche, frequenta corsi di danza classica e moderna ed è intrigata dal foglio bianco e dalla penna. «Il racconto – afferma Pascucci – è profondo e asciutto. Analizza i diritti fondamentali delle persone, presenti nella nostra carta costituzionale, a partire dall’istruzione. Credo che la nostra bravissima vincitrice possa un giorno insegnare oppure divenire preside». Nicolosi ha ricordato che per gli studenti il concorso è stata un’occasione per mettersi in gioco e conoscere meglio se stessi. Ne sono prova i pensieri trascritti sul quaderno al termine degli approfondimenti collettivi e della discussione promossa in classe. La sintesi di tutto questo sono i lavori delle tre alunne, capaci di interpretare i grandi temi e tradurli con il cuore in parole semplici.
Michele Falorni
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