Il presidio
cecina
Denunciati per traffico illecito smaltivano elettrodomestici
CECINA. Gestione non autorizzata e traffico illecito di rifiuti. Queste le ipotesi di reato di reato di cui devono rispondere un cecinese e un commerciante di elettrodomestici della zona. I capi d’imp...
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CECINA. Gestione non autorizzata e traffico illecito di rifiuti. Queste le ipotesi di reato di reato di cui devono rispondere un cecinese e un commerciante di elettrodomestici della zona. I capi d’imputazione, articoli 256 e 259 del Testo unico ambientale, sono il risultato dell’indagine della polizia municipale di Cecina. L’operazione si è conclusa la mattina del 15 novembre in via Circonvallazione quando gli agenti hanno fatto scattare il sequestro del camion e del magazzino utilizzati dall’uomo che si occupava di recuperare dai rifiuti i componenti metallici da avviare al mercato secondario.
Un’indagine dai tempi lunghi, necessari per risalire al fornitore degli elettrodomestici. Il commerciante aveva aperto un canale diretto con l’uomo che si occupava si smontare e recuperare metalli, tra cui il rame, dagli elettrodomestici, aggirando l’obbligo di conferirli in centri di raccolta autorizzati. Il giro di smaltimento illecito aveva registrato un salto di qualità per quantità, testimoniato anche dalla quantità di carcasse di frigoriferi, televisori e altri apparecchi che una volta depredati di tutto ciò che può avere un valore di mercato venivano abbandonate a ridosso dei cassonetti dei rifiuti urbani. Nel magazzino messo sotto sequestro ci sono circa 200 metri cubi di elettrodomestici ammassati. Nei prossimi giorni è atteso un sopralluogo dei tecnici Arpat che dovranno verificare la presenza di rifiuti pericolosi. Aspetto che potrebbe far inasprire le eventuali pene. (m. m.)
Un’indagine dai tempi lunghi, necessari per risalire al fornitore degli elettrodomestici. Il commerciante aveva aperto un canale diretto con l’uomo che si occupava si smontare e recuperare metalli, tra cui il rame, dagli elettrodomestici, aggirando l’obbligo di conferirli in centri di raccolta autorizzati. Il giro di smaltimento illecito aveva registrato un salto di qualità per quantità, testimoniato anche dalla quantità di carcasse di frigoriferi, televisori e altri apparecchi che una volta depredati di tutto ciò che può avere un valore di mercato venivano abbandonate a ridosso dei cassonetti dei rifiuti urbani. Nel magazzino messo sotto sequestro ci sono circa 200 metri cubi di elettrodomestici ammassati. Nei prossimi giorni è atteso un sopralluogo dei tecnici Arpat che dovranno verificare la presenza di rifiuti pericolosi. Aspetto che potrebbe far inasprire le eventuali pene. (m. m.)
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