Il presidio
Addio al gruppo Pd: il presidente del consiglio comunale di Cecina formalizza l’uscita
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Da sinistra il sindaco di Cecina Samuele Lippi e il presidente del consiglio comunale Luigi ValoriCecina, il passaggio segue alla decisione di Luigi Valori di non rinnovare la tessera: «Manterrò gli impegni assunti nella campagna elettorale»
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CECINA. «Il 4 novembre ho formalizzato la mia decisione di uscire dal gruppo consiliare del Partito democratico, presa in coerenza con la mia scelta di non rinnovare la tessera e non partecipare alla fase congressuale appena conclusa». Così il presidente del consiglio comunale di Cecina Luigi Valori annuncia il passo che segue al mancato rinnovo della tessera del partito che lo ha visto tra i protagonisti della corsa alle amministrative che ha portato Samuele Lippi alla guida della città e soprattutto fondatore del Comitato Adesso (uno dei primi in Italia) e delegato all’assemblea nazionale. Insomma un renziano della prima ora che deluso si allontana dal partito che ha riconfermato alla segreteria nazionale Matteo Renzi.
«Le vicende nazionali che hanno visto protagonista il Pd, a partire dalla legge elettorale, passando per un clima di congresso aperto permanente, e gli ultimi casi alla ribalta delle cronache come l’addio del presidente del Senato Pietro Grasso, mi hanno deluso – dice Valori –. Non nascondo che sulla mia decisione hanno influito anche le vicende che hanno riguardato il partito a livello provinciale nella fase congressuale, vedi Livorno e Piombino. Quindi con amarezza ho manifestato la mia volontà di uscire dal gruppo consiliare Pd nell’ultima riunione interna della scorsa settimana, volontà che ho formalizzato dandone comunicazione anche al sindaco, al segretario generale del Comune e ai capigruppo annunciando che andrò a confluire nel gruppo misto mantenendo in ogni caso gli impegni assunti durante la campagna elettorale con le forze di maggioranza, di cui continuo a far parte».
Una presa di distanza quella di Valori non di poco conto. «È una grossa delusione, perché io ho aderito al progetto di Renzi in modo spontaneo – sostiene Luigi Valori –, perché era un cambiamento generazionale forte. Invece, non è successo niente del genere». Da fuori c’è chi guarda al passo del presidente Valori come a un ulteriore indebolimento della maggioranza che sostiene Lippi. Ma lui ripete: «Manterrò in ogni caso gli impegni assunti durante la campagna elettorale».
«Le vicende nazionali che hanno visto protagonista il Pd, a partire dalla legge elettorale, passando per un clima di congresso aperto permanente, e gli ultimi casi alla ribalta delle cronache come l’addio del presidente del Senato Pietro Grasso, mi hanno deluso – dice Valori –. Non nascondo che sulla mia decisione hanno influito anche le vicende che hanno riguardato il partito a livello provinciale nella fase congressuale, vedi Livorno e Piombino. Quindi con amarezza ho manifestato la mia volontà di uscire dal gruppo consiliare Pd nell’ultima riunione interna della scorsa settimana, volontà che ho formalizzato dandone comunicazione anche al sindaco, al segretario generale del Comune e ai capigruppo annunciando che andrò a confluire nel gruppo misto mantenendo in ogni caso gli impegni assunti durante la campagna elettorale con le forze di maggioranza, di cui continuo a far parte».
Una presa di distanza quella di Valori non di poco conto. «È una grossa delusione, perché io ho aderito al progetto di Renzi in modo spontaneo – sostiene Luigi Valori –, perché era un cambiamento generazionale forte. Invece, non è successo niente del genere». Da fuori c’è chi guarda al passo del presidente Valori come a un ulteriore indebolimento della maggioranza che sostiene Lippi. Ma lui ripete: «Manterrò in ogni caso gli impegni assunti durante la campagna elettorale».
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