Il Tirreno

Porto, prima riunione del comitato dei soci

di Manolo Morandini
Porto, prima riunione del comitato dei soci

Rappresentano il 7% dell’azionariato, pronti a costituire un patto di sindacato. Dalle difficoltà finanziarie della società al partner cipriota e i rapporti con Sales

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CECINA. Condannati ad andare avanti per non perdere i soldi investiti fino ad oggi. È così che si sentono gli azionisti della Porto di Cecina Spa che si sono ritrovati il pomeriggio dell’1 novembre in una saletta del bocciodromo per guardarsi negli occhi e condividere le loro storie. Ma anche per trovare una modalità per essere propositivi e dare un nuovo impulso al porto turistico dove da un paio di anni le ruspe si sono fermate, lasciando da completare la darsena nuova e molto altro.

L’incontro, sebbene interlocutorio, è il segno di un’attività di pungolo al consiglio di amministrazione della Porto Spa portata avanti in prima linea dal socio Paolo Barbieri che per aggirare il negato accesso al libro soci ha scelto di dare vita a un blog e di uscire a viso scoperto sulla stampa locale. Tutti gli riconoscono il merito di aver messo a sistema e reso accessibili informazioni e documenti custoditi nei cassetti della Porto Spa. Di aver smosso le acque e magari aver impresso un’accelerazione ad alcune vicende in stallo da mesi. Tra tutte quella dell’accordo per il comparto delle aree a terra al centro dell’accordo preliminare con la società cipriota Peverell Holdings Ltd.

In sala è rappresentato circa il 7% del capitale sociale, ma c’è l’invito a darsi da fare per aumentare la massa critica. A raggiungere la soglia del 10% con cui sarebbe possibile chiedere la convocazione di un’assemblea straordinaria e fissarne l’ordine del giorno. In questa fase non si pensa ad azioni di sfiducia del Cda che si è insediatolo scorso giugno. Ma a un modo per presentarsi come interlocutori a una sola voce. In una società ad azionariato diffuso lo scoglio è fare massa critica. Da qui l’ipotesi di un patto di sindacato tra azionisti per presentarsi e interloquire con una sola voce con il Cda della Porto.

Dai posti barca non rogitati all’analisi delle scelte fatte dalla Porto, come l’acquisto di un fabbricato e di un terreno in via Volterra o il peso dell’indebitamento bancario. Ammesso che Peverell realizzi quanto c’è scritto nel preliminare, chi finisce il porto? Come si risolve il contenzioso con Sales che è titolare del cantiere? Alle domande seguono vari scenari. Dall’idea di accompagnare gli eventi e verificare la solidità del progetto della società cipriota, considerato le scadenze fissate nel preliminare. Ma si pensa a come riallacciare un dialogo costruttivo con Sales, a cui in diversi guardano come al possibile partner per terminare e gestire il porto turistico. C’è poi l’ipotesi a cui nessuno vuol pensare, che siano i soci a essere chiamati a ricapitalizzare una Porto Spa a secco di finanze.

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