Il Tirreno

Il tribunale gli nega le terre respinto il ricorso del conte

di Manolo Morandini
Il tribunale gli nega le terre respinto il ricorso del conte

Castagneto, Walfredo della Gherardesca e le proprietà date in affitto nel 1848 La Corte d’appello di Firenze mette il punto dopo 25 anni di carte bollate

2 MINUTI DI LETTURA





CASTAGNETO CARDUCCI . Il conte deve rinunciare a Donoratico. Continuerà a guardare quelle terre come cosa propria. Ma per la giustizia la sua è una pretesa senza fondamento giuridico. A voltare pagina e chiudere con la Storia è la sentenza della sezione specializzata agraria della Corte d’appello di Firenze. Respinto il ricorso di Walfredo della Gherardesca, classe 1937, che contava di rispolverare i contratti con cui a metà dell’Ottocento, nel 1849 e nel 1852 sulla scia dei moti contadini del 1848, furono concessi “a livello”, una forma di contratto d’affitto diffusa in epoca medievale, alcuni terreni dai nobili alla comunità castagnetana. Respinta anche in secondo grado la pretesa di ricevere dal Comune di Castagneto Carducci non meno di 2 milioni di euro più gli interessi. Inoltre, la restituzione dei terreni, circa 350 ettari. E l’annullamento degli atti di affrancazione. Più di 25 anni di carte bollate per arrivare a un pronunciamento che fa chiarezza sui destini di mezza Donoratico.

«Al termine dell’udienza il presidente della seconda sezione della Corte d’appello di Firenze ha letto il dispositivo della sentenza, mentre per la motivazione occorrerà ancora attendere – dice l’assessore all’Urbanistica di Castagneto Carducci Giorgio Badalassi –. La sentenza del Tribunale di Livorno numero 391 del 2017 è stata parzialmente riformata, ma soltanto per quanto attiene all’entità delle spese processuali cui è stato condannato il della Gherardesca, che sono state ridotte a 22.000 euro oltre accessori. Per tutto il resto la sentenza di primo grado è stata confermata. Inoltre, la Corte d’appello ha condannato il della Gherardesca al pagamento delle spese del secondo grado di giudizio, 16. 800 euro oltre accessori». Ad assistere l’amministrazione comunale gli avvocati Piero Narese e Fiore Pandolfi che avevano difeso l’ente nel precedente giudizio di primo grado.

A Donoratico tutto parla della Gherardesca, antichi signori di Castagneto. Sullo sfondo della querelle la richiesta del conte Walfredo, cugino di Guelfo (il padre di Gaddo), in merito ai contratti enfiteutici stipulati nel 1849 e 1852, di pronunciare la devoluzione dei fondi enfiteutici in suo favore oltre al pagamento dei canoni enfiteutici e di affrancazione relativi ai predetti fondi, nonché il risarcimento dei danni subiti. In pratica, dal 1975 il Comune avrebbe cessato di corrispondere a un ramo della famiglia dei conti della Gherardesca il canone di affitto dei terreni. I livelli, infatti, prevedevano la cessione delle preselle a fronte di un canone, all’epoca era definito in saccate di grano, che in parte veniva girato ai della Gherardesca e la restante quota trattenuta dalla Comunità di castagneto, poi divenuta Comune. Una pratica che si è interrotta nel 1957.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera