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Promesse e ritardi, marina sott’acqua
Vada: ancora danni dopo la libecciata, ci sono i soldi per i pennelli ma manca il bando della Regione Toscana
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VADA. Stufi di promesse e di un balletto di date che va avanti da troppo tempo. Annunciato addirittura nel 2011 come imminente, l’intervento di protezione della Marina di Vada - da Pietrabianca alla Bucaccia - è in stallo. La lotta all’erosione, in assenza di ruspe e pennelli, è dichiarata, ma a parole.
Ed ogni libecciata che si abbatte sulla costa, riparte il ritornello di chi qui ci vive e ci campa: basta, così non possiamo più lavorare. La rabbia e la proteste, lungo via della Marina, sono direttamente proporzionali al senso di percorrenza della strada, da sud a nord. Perché è innegabile che il punto più scoperto, dove le onde non trovano difesa, è quello tra i bagni La Barcaccina ed il pontile Vittorio Veneto. Qui è mare aperto.
Appena il tempo di risvegliarsi dal nubifragio che stavolta ha colpito soprattutto a Rosignano Solvay, che puntuale è arrivato il libeccio. Col suo carico di violenza. «Avevo l’acqua all’ultima fila di ombrelloni - dice Ilaria Musto (Bagni Barcaccina) - e meno male che ho messo la protezione al bar. Ma ogni volta sono i soliti problemi, tutti i manufatti sono preda del salmastro, l’acqua arriva fino al campo sportivo, sono le mie cabine che attenuano la portata del mare. Sono dieci anni che si parla di questo intervento, ma ancora niente».
Sembra che adesso i 2 milioni per Vada ci siano. Però l’atteso bando è un mistero. Le ultime voci autorevoli lo davano pronto per febbraio. Poi si è parlato di aprile. Quindi c’è stata l’estate e non se n’è fatto di nulla. «Non è soltanto un problema di protezione delle attività degli operatori turistici – dice il sindaco Alessandro Franchi. Certamente, anche questo è importante. Ma qui c’è un problema ambientale più vasto, quello della difesa della costa, della salvaguardia della pineta dal cuneo salino. Contatti con la Regione? Sono frequenti, ed ogni volta io sollecito questo intervento, non più rinviabile”.
I ritardi hanno molteplici cause: burocrazia, lentezze, reperimento delle risorse. E poi anche il trasferimento delle competenze dalla Provincia alla Regione. Si sono persi 6 anni. Ora i finanziamenti ci sono: i 2 milioni di Vada sono dentro ad un pacchetto più ampio che la Regione Toscana ha messo in campo per fronteggiare l’erosione. A Vada si tratta di realizzare, oltre al ripascimento, anche 3 pennelli: uno di fronte ai pescatori, uno alla Barcaccina e uno a fianco del pontile Lamberti. Ormai lo sanno anche i muri.(a.r.)
Ed ogni libecciata che si abbatte sulla costa, riparte il ritornello di chi qui ci vive e ci campa: basta, così non possiamo più lavorare. La rabbia e la proteste, lungo via della Marina, sono direttamente proporzionali al senso di percorrenza della strada, da sud a nord. Perché è innegabile che il punto più scoperto, dove le onde non trovano difesa, è quello tra i bagni La Barcaccina ed il pontile Vittorio Veneto. Qui è mare aperto.
Appena il tempo di risvegliarsi dal nubifragio che stavolta ha colpito soprattutto a Rosignano Solvay, che puntuale è arrivato il libeccio. Col suo carico di violenza. «Avevo l’acqua all’ultima fila di ombrelloni - dice Ilaria Musto (Bagni Barcaccina) - e meno male che ho messo la protezione al bar. Ma ogni volta sono i soliti problemi, tutti i manufatti sono preda del salmastro, l’acqua arriva fino al campo sportivo, sono le mie cabine che attenuano la portata del mare. Sono dieci anni che si parla di questo intervento, ma ancora niente».
Sembra che adesso i 2 milioni per Vada ci siano. Però l’atteso bando è un mistero. Le ultime voci autorevoli lo davano pronto per febbraio. Poi si è parlato di aprile. Quindi c’è stata l’estate e non se n’è fatto di nulla. «Non è soltanto un problema di protezione delle attività degli operatori turistici – dice il sindaco Alessandro Franchi. Certamente, anche questo è importante. Ma qui c’è un problema ambientale più vasto, quello della difesa della costa, della salvaguardia della pineta dal cuneo salino. Contatti con la Regione? Sono frequenti, ed ogni volta io sollecito questo intervento, non più rinviabile”.
I ritardi hanno molteplici cause: burocrazia, lentezze, reperimento delle risorse. E poi anche il trasferimento delle competenze dalla Provincia alla Regione. Si sono persi 6 anni. Ora i finanziamenti ci sono: i 2 milioni di Vada sono dentro ad un pacchetto più ampio che la Regione Toscana ha messo in campo per fronteggiare l’erosione. A Vada si tratta di realizzare, oltre al ripascimento, anche 3 pennelli: uno di fronte ai pescatori, uno alla Barcaccina e uno a fianco del pontile Lamberti. Ormai lo sanno anche i muri.(a.r.)
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