Il presidio
Addio allo scultore poeta Aldo Bellagotti
di Divina Vitale
BOLGHERI . Si è spento a 94 anni, ne avrebbe compiuti 95 il 18 dicembre, Aldo Bellagotti. Artista, poeta e scultore del legno ha sempre abitato nel borgo svolgendo lavori in campagna, soprattutto...
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BOLGHERI . Si è spento a 94 anni, ne avrebbe compiuti 95 il 18 dicembre, Aldo Bellagotti. Artista, poeta e scultore del legno ha sempre abitato nel borgo svolgendo lavori in campagna, soprattutto aiutando prima i genitori con gli allevamenti e poi continuando l’attività agricola.
Nel 2013 fu insignito con una targa, come artigiano del legno, dall’amministrazione comunale di Castagneto Carducci, in occasione della mostra che gli fu dedicata con la raccolta di tutte le sue opere: dai presepi ai giocattoli in legno alle sue poesie. Fu anche presentato il libro che raccoglieva la sua vita e i suoi scritti: “La mia gioia. Il libro di una vita”, edito da Bandecchi & Vivaldi e curato, a due mani, dall’artista Stefano Tonelli e da Marika Salvadori. Un atto di amore verso Bellagotti e tutta Bolgheri dove era molto conosciuto e apprezzato non solo dalla gente del luogo ma anche dai turisti che spesso si fermavano a parlare con lui, mentre era seduto in piazza Alberto, in compagnia del fedele canino, intento a scrivere o a scolpire qualche figura.
«Mio padre era molto bravo a scuola – lo ricorda la figlia Mery – la maestra lo voleva portare all’Accademia delle Belle arti a Firenze, ma allora mio nonno non lo permise perché lo doveva aiutare nel lavoro. Tanti i suoi racconti, soprattutto quelli terribili della deportazione. Partito militare in Sicilia, fu preso prigioniero in Marocco. Era iper attivo, l’unico suo pensiero del giorno era fare qualcosa, aveva una manualità spiccata. ». Il funerale sarà celebrato oggi alle 15, 30 nella chiesa di Bolgheri. (d.v.)
Nel 2013 fu insignito con una targa, come artigiano del legno, dall’amministrazione comunale di Castagneto Carducci, in occasione della mostra che gli fu dedicata con la raccolta di tutte le sue opere: dai presepi ai giocattoli in legno alle sue poesie. Fu anche presentato il libro che raccoglieva la sua vita e i suoi scritti: “La mia gioia. Il libro di una vita”, edito da Bandecchi & Vivaldi e curato, a due mani, dall’artista Stefano Tonelli e da Marika Salvadori. Un atto di amore verso Bellagotti e tutta Bolgheri dove era molto conosciuto e apprezzato non solo dalla gente del luogo ma anche dai turisti che spesso si fermavano a parlare con lui, mentre era seduto in piazza Alberto, in compagnia del fedele canino, intento a scrivere o a scolpire qualche figura.
«Mio padre era molto bravo a scuola – lo ricorda la figlia Mery – la maestra lo voleva portare all’Accademia delle Belle arti a Firenze, ma allora mio nonno non lo permise perché lo doveva aiutare nel lavoro. Tanti i suoi racconti, soprattutto quelli terribili della deportazione. Partito militare in Sicilia, fu preso prigioniero in Marocco. Era iper attivo, l’unico suo pensiero del giorno era fare qualcosa, aveva una manualità spiccata. ». Il funerale sarà celebrato oggi alle 15, 30 nella chiesa di Bolgheri. (d.v.)
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