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Vada piange Renato Signorini agricoltore della piana
VADA. Addio all’ultimo dei contadini della piana di Vada. È deceduto infatti all’eta’ di 81 anni Renato Signorini titolare di un podere lungo lo stradone della Torre. Signorini da sempre ha lavorato...
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VADA. Addio all’ultimo dei contadini della piana di Vada. È deceduto infatti all’eta’ di 81 anni Renato Signorini titolare di un podere lungo lo stradone della Torre. Signorini da sempre ha lavorato e vissuto insieme alla famiglia nel podere.
Uomo instancabile, laborioso e buono, è stato per decenni il simbolo di quella generazione di agricoltori che ha caratterizzato il mondo contadino e quello della mezzadria negli ultimi 80 anni.
Insieme alla famiglia ed al figlio Roberto, che ancora conduce il podere, ha portato il suo terreno ad una attività produttiva di grande rilievo; nella sua stalla, tra l’altro, è presente un allevamento di vacche di razza chianina riconosciuta e certificata.
Per Renato non c’era mai festa, la sua risposta a chi gli domandava quanto lavorasse lui era solito dire: «Mi alzo un’ora prima del sole e smetto un’ora dopo la calata del sole stesso». In pratica, soprattutto in estate la sua giornata lavorativa era di 18 ore e più, ma lui amava la sua attività a cui si dedicava con passione. Con Signorini, conosciutissimo e apprezzato dalla comunità vadese, se ne è andato quindi uno dei pochi ultimi esempi di lavoro agricolo tradizionale.
Uomo instancabile, laborioso e buono, è stato per decenni il simbolo di quella generazione di agricoltori che ha caratterizzato il mondo contadino e quello della mezzadria negli ultimi 80 anni.
Insieme alla famiglia ed al figlio Roberto, che ancora conduce il podere, ha portato il suo terreno ad una attività produttiva di grande rilievo; nella sua stalla, tra l’altro, è presente un allevamento di vacche di razza chianina riconosciuta e certificata.
Per Renato non c’era mai festa, la sua risposta a chi gli domandava quanto lavorasse lui era solito dire: «Mi alzo un’ora prima del sole e smetto un’ora dopo la calata del sole stesso». In pratica, soprattutto in estate la sua giornata lavorativa era di 18 ore e più, ma lui amava la sua attività a cui si dedicava con passione. Con Signorini, conosciutissimo e apprezzato dalla comunità vadese, se ne è andato quindi uno dei pochi ultimi esempi di lavoro agricolo tradizionale.
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