Il Tirreno

Moria di pesci alle Spiagge bianche, l'Arpat: "Alta concentrazione di ammoniaca"

di Maria Meini
Una veduta delle Spiagge bianche (foto Muzzi)
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Una veduta delle Spiagge bianche (foto Muzzi)

Arpat conferma alte concentrazioni di ammoniaca davanti al Fosso bianco. Il sindaco Franchi chiede una verifica con gli organi di controllo ambientale

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ROSIGNANO. Alte concentrazioni di ammoniaca nell’acqua davanti alle Spiagge bianche, con indicatori più elevati vicino allo scarico Solvay, dov’è avvenuta la moria di pesci nella serata del 29 agosto. Così ieri pomeriggio, con un comunicato, Arpat ha ufficializzato la presenza di ammoniaca, anticipata dal Tirreno e confermata da Palazzo civico. Una presenza quasi contestuale - scrive l’Agenzia per l’ambiente - al malfunzionamento che si è verificato nello stabilimento Solvay nella mattinata dello stesso giorno.

Sversamento Solvay: altri prelievi di Arpat. Il collegamento logico è che la moria di pesci sia stata causata da uno sversamento in mare di ammoniaca da parte della fabbrica Solvay. Ma Arpat questo non lo dice. «Il nesso di causa-effetto - affermano dall’Agenzia regionale per l’ambiente - non è stabilito, sebbene la quasi contestualità dei problemi in fabbrica siano un indizio importante. Ma Solvay nega che ci sia stato uno sversamento». I valori riscontrati si riferiscono ai prelievi del 29 agosto. Ne sono stati effettuati altri nei giorni successivi «di cui non abbiamo ancora i risultati - proseguono da Arpat - per poter dire se perdurano problemi di inquinamento. Sulle cause della moria aspettiamo il referto dell’Istituto di zooprofilassi a cui sono stati consegnati esemplari di pesci morti».

I risultati dei campionamenti di acqua marina sono stati inviati al Comune di Rosignano e all’Asl, mentre «i pesci prelevati martedì 29 agosto - si legge nella nota Arpat - sono attualmente presso la sede di Pisa dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per il Lazio e Toscana, per accertarne le cause della morte. Gli accertamenti da parte dei tecnici Arpat presso lo stabilimento Solvay, iniziati martedì e continuati il giorno successivo, sono ancora in corso».

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Le concentrazioni di ammoniaca. «I referti analitici dei campioni di acqua di mare prelevati in prossimità della battigia - afferma Arpat - mostrano una presenza di ammoniaca con concentrazioni superiori a quelle riscontrate durante i monitoraggi marino costieri routinari effettuati al largo con il battello Poseidon di Arpat. I valori rilevati mostrano una andamento decrescente delle concentrazioni di ammoniaca allontanandosi dallo scarico Solvay».

«La bomba non c’entra». I tecnici escludono invece il collegamento tra la moria ittica e l’ordigno bellico che è stato fatto brillare al largo di Vada il 27 agosto. «Due giorni sono troppi per presumere un nesso tra i due episodi».

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Il sindaco: coordinamento ambientale. Intanto il sindaco di Rosignano Alessandro Franchi chiede più sicurezza all’esterno dello stabilimento. «Aspettiamo gli esiti definitivi per prendere le misure necessarie per ridurre il rischio di episodi analoghi - dichiara -. Il collegamento tra lo sversamento di ammoniaca e la moria di pesci è una supposizione basata sulla logica del buonsenso, ed è condivisibile l’allarme di associazioni e cittadini ma per prendere provvedimenti come istituzione abbiamo bisogno di dati ineccepibili da parte dell’organo di controllo. Il nostro Ufficio Ambiente segue costantemente gli sviluppi della situazione ed è in contatto con Arpat, per cui appena saremo in possesso delle risultanze degli accertamenti ci muoveremo opportunamente». Intanto «anche alla luce di quest’ultimo episodio - aggiunge il sindaco - possiamo dire che è necessario un maggior controllo: Solvay deve garantire sicurezza all’esterno dello stabilimento industriale. In questo processo il Comune farà la sua parte, ma deve essere affiancato dagli enti preposti, come Arpat e Asl, soggetti esterni coinvolti nell’Aia, la nuova autorizzazione ambientale integrata». E prende piede l’ipotesi di ampliare il raggio di divieto di balneazione davanti al Fosso bianco.

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