Il Tirreno

Stop alla ristrutturazione quell’annesso non esiste

di Manolo Morandini
La polizia municipale mentre mette i sigilli a un cantiere (foto d'archivio)
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La polizia municipale mentre mette i sigilli a un cantiere (foto d'archivio)

Castagneto Carducci, il Comune autorizza la trasformazione in abitazione, la polizia municipale accerta che su quel terreno non risultano edifici

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CASTAGNETO CARDUCCI. L’annesso agricolo si sta trasformando in casa. Il cantiere è in corso. Partito come semplice ristrutturazione nel 2015 con una successiva variante viene autorizzato il cambio d’uso in civile abitazione. Nella campagna alle spalle dell’abitato di Donoratico non è certo il primo caso. Ma questa volta l’operazione potrebbe saltare per un possibile difetto all’origine. Stando agli accertamenti della polizia municipale di Castagneto Carducci su quel terreno, in località Greppo all’olivo, sulla strada comunale 5 dei Ceralti non c’era neppure l’edificio a uso ricovero degli attrezzi che i proprietari erano stati autorizzati dal Comune prima a ristrutturare e poi a trasformare i abitazione.

“La dichiarazione è da ritenersi presumibilmente non veritiera”. Lascia uno spazio al dubbio il responsabile del Governo del territorio del Comune di Castagneto Carducci Moreno Fusi nell’ordinanza numero 97 con cui il 24 agosto dispone lo stop dei lavori al cantiere edile. L’atto oltre che ai quattro proprietari è notificato al progettista e direttore dei lavori e alle sei imprese coinvolte nel cantiere.

Il provvedimento arriva in scia alla comunicazione di presunta violazione urbanistico-edilizia del comando della municipale dell’1 agosto. Il riferimento è a tre pratiche edilizie. Nella prima, del 3 aprile 2015, si parla di ristrutturazione di annesso agricolo. Nella successiva del 5 maggio 2016 il titolo è “Variante a ristrutturazione di annesso agricolo con cambio d’uso in civile abitazione”. E poi c’è la pratica del 24 novembre 2016: “Variante a ristrutturazione conservativa di civile abitazione”.

L’anomalia segnalata dalla polizia municipale, che se confermata potrebbe portare a una successiva ordinanza di demolizione con ripristino dei luoghi, parte dalla dichiarazione della proprietà che attesta che l’immobile è stato realizzato prima del 1966. L’anno è fondamentale. Nel 1967 è stata emanata la legge 765 che impone ai Comuni l’adozione di strumenti urbanistici e prevede l’obbligo di licenza edilizia per la costruzione dei fabbricati. Dalle indagini della municipale nelle foto aeree del 1978 e del 1988 riferite a quel terreno non risultano presenti immobili. Inoltre, si sottolinea che nell’atto di compravendita del terreno del marzo 1999 non si fa riferimento a costruzioni esistenti e non risulta neppure la conformità urbanistica prevista dalla legge 47 del 1985 per gli immobili compravenduti.

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