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Caso Acquaviva la maggioranza boccia la mozione

SAN VINCENZO. Non passa in consiglio comunale a San Vincenzo la mozione a sostegno della petizione dei cittadini dell’Acquaviva. «Avrebbe dato una sicurezza sulla pianificazione urbanistica in questo...

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SAN VINCENZO. Non passa in consiglio comunale a San Vincenzo la mozione a sostegno della petizione dei cittadini dell’Acquaviva. «Avrebbe dato una sicurezza sulla pianificazione urbanistica in questo paese, per una serie di opere logisticamente strategiche e soprattutto importanti per la sicurezza», dicono i consiglieri firmatari di Assemblea Sanvincenzina (As). Decisivo il voto contrario della maggioranza Pd.

«I cittadini devono capire, al di là dell’ennesima proposta che arriva da un’opposizione e che viene bocciata, che con questo atto forte la maggioranza ha respinto anche la richiesta di oltre 120 cittadini che chiedevano più sicurezza attraverso un impegno politico per la realizzazione di un sottopasso pedonale dell’Aurelia nella zona nord del paese – affermano i consiglieri di As –. Impegno che questa maggioranza non ha voluto prendersi. Un gesto che non possiamo pensare sia condiviso dalla cittadinanza, anche quella che ha sostenuto Bandini fino ad oggi. L’assessore Roventini si è speso con passione per dimostrare che quella petizione si basava su elementi urbanistici non veritieri e non previsti dalla lungimiranza degli amministratori, perché non inseriti nel piano triennale dei lavori pubblici». Che aggiungono: «Il fatto che quei cittadini di un quartiere chiedessero più sicurezza non ha minimamente sfiorato l’assessore che anzi ha affermato che con “artifizi urbanistici” è stata “carpita la buona fede” di chi ha firmato. In poche parole si rischia di dare dei truffatori a chi ha raccolto le firme per migliorare un quartiere e una situazione critica di San Vincenzo. Questa amministrazione si nasconde dietro alla mancanza di risorse economiche e aspetta solo di concedere al privato di fare ancora case o di gestire il bene pubblico in cambio di promesse mai mantenute di opere pubbliche o in cambio di qualche presunto interesse pubblico».

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