Il Tirreno

Una comunità si mobilita per la gabbianella sparita 

di Alessandra Bernardeschi
Una comunità si mobilita per la gabbianella sparita 

Appello per Nella, volatile che tre anni fa è arrivato ferito ai Pungenti La donna che l’ha salvata: «Non la vediamo da una settimana, ho paura»

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CASTIGLIONCELLO. Sono giorni di apprensione per Stefania Ragoni e per tutti quelli che da tre anni si stanno prendendo cura, anche se in modo diverso, di Nella, la cucciola di gabbiano salvata nell’estate 2014 e adottata dalla signora Ragoni. Infatti sono sette giorni che il gabbiano è sparito nel nulla. «L’ultima volta che l’ho vista - dice Ragoni- è stato martedì scorso. Poi il vento forte, il mare di libeccio e Nella è scomparsa nel nulla. Adesso siamo in allarme perché il gabbiano non è mai stato più di due giorni senza farsi vedere, senza che io le dessi da mangiare o da bere». Da qui l’appello a chiunque potesse trovare un gabbiano ferito: «Nella è facilmente riconoscibile perché ha l’occhio destro chiuso dalla nascita. Chiunque la vedesse telefoni al 339-8114430. Intanto - continua Ragoni dirigente scolastica oggi in pensione- ho anche avvisato la Lipu».

La storia di Nella, diventata la mascotte dei Pungenti, la scogliera tra Caletta e Portovecchio, inizia nell’estate 2014 quando il gabbiano, ancora pulcino, con un’ala spezzata e ferito all’occhio, è stato visto sulla scogliera e adottato da Stefania Ragoni. «Ovviamente non sapevo che fare – racconta Ragoni – e così ho chiamato una volontaria veterinaria: la fine di Nella sarebbe stata quella di essere rinchiusa in una gabbia. L’alternativa, la migliore, era quella di proteggerla e nutrirla lasciandola nel suo ambiente». Ogni giorno, per tre anni, la donna si è presa cura della gabbianella portandole pesce fresco ed acqua. L’ha curata e protetta dai curiosi o malintenzionati. Ogni giorno, nello stesso punto della passeggiata di Castiglioncello, la gabbianella si sistema su uno scoglio e attendeva colei che l’ha salvata. Un appuntamento fisso, fatto di intesa e condivisione, diventata una favola bella per residenti e turisti di tutta la zona. «Nella è sempre arrivata, ogni giorno. Solo qualche volta ha mancato all’appuntamento. Arrivava anche se aveva già mangiato - dice Ragoni - per bere acqua dolce, per salutami e farsi vedere». Una relazione tra uomo e animale che difficilmente può essere compresa se non vista con i propri occhi. Nella arrivava, si posava sullo stesso scoglietto, lungo la passeggiata. Paziente e tranquilla, con la testa in continuo movimento, Nella sembrava scrutare ogni passante nell'attesa di scorgere la sua amica. E quando finalmente la vedeva, zampettava fiduciosa verso di lei. Qualche carezza, un po’ di pesce fresco e acqua pulita, poi Nella, riprendeva il volo per tornare magari nel pomeriggio. Comprensibile quindi l’apprensione di Stefania Ragoni e dei frequentatori della zona.

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