Il Tirreno

Emergenza siccità, vietato sprecare acqua

Allarme siccità, ordinanza per razionare l'acqua
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Allarme siccità, ordinanza per razionare l'acqua

Rosignano: il sindaco ha emesso un’ordinanza per razionalizzare l’uso della risorsa idrica. Previste multe fino a 500 euro per chi annaffia giardini e orti

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ROSIGNANO. È allarme siccità. E il Comune, per evitare sprechi, stabilisce il razionamento dell’acqua potabile. I temporali che si sono abbattuti lungo la costa nei gironi scorsi non sono chiaramente bastati a garantire un corretto approvvigionamento idrico. Ecco che le falde, dopo mesi di siccità, non riescono a riempirsi. Impossibile, quindi avere un approvvigionamento idrico adeguato alle necessità del periodo, oltretutto in un periodo in cui l’arrivo dei turisti comporta un forte incremento di presenze sulla costa, e un conseguente incremento diei consumi di acqua potabile.

A causa del prolungato stato di siccità in cui versa il territorio dovuto alle condizioni climatiche delle ultime settimane, il sindaco Alessandro Franchi ha emesso ieri l’ordinanza per la razionalizzazione del consumo di acqua potabile e il divieto di uso improprio. Si tratta di un provvedimento motivato dalla dichiarazione dello stato di emergenza idropotabile da parte dell’Autorità Idrica Toscana ai sensi dell’art. 10 della legge regionale n. 69/2011 (ricevuto dal Comune con protocollo n. 32036/2017), con cui l’Ait chiede l’adozione di specifiche ordinanze di divieto degli usi non essenziali dell’acqua dell’acquedotto pubblico accompagnati da un’adeguata attività di vigilanza, come previsto nel Piano operativo di emergenza.

L’ordinanza - come fa sapere l’amministrazione comunale - ha decorrenza immediata e validità fino al termine della criticità idrica, comunicata tramite espressa revoca, ed impone a tutta la cittadinanza sul territorio comunale il divieto assoluto di usare l’acqua potabile proveniente dagli acquedotti urbani e rurali ed erogata da allacciamenti ad uso domestico per scopi diversi da quelli igienico-sanitari fino a revoca o cessata necessità. È proibito perciò usare l’acqua potabile per riempire piscine o innaffiare parchi, giardini e orti privati. Non solo, chiaramente anche per parchi e giardini pubblici gli uffici comunali competenti sono obbligati a limitare al minimo l’acqua potabile, riducendo le annaffiature all’indispensabile e approvigionandosi a fonti alternative non provenienti dal civico acquedotto. I cittadini sono invitati a limitare il consumo di acqua potabile erogata da allacciamenti ad uso domestico al minimo indispensabile e a non lasciare aperte, dopo l’uso, le fontanelle pubbliche al fine di evitare inutili sprechi. A verifica del rispetto dell’ordinanza saranno attivati controlli specifici, che in caso di trasgressione comporteranno l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro, come previsto dalle disposizioni di legge (art 7 bis del Decreto legislativo n.267/2000).



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