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Navigare sui cartoni del latte
San Vincenzo, premiato l’ingegno di 6 scout con una crociera sulla Palinuro
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SAN VINCENZO. Quanto può valere un cartone del latte? Dipende dagli occhi con cui lo si guarda. Dalla capacità di superare l’evidenza di quel vuoto a perdere e immaginare applicazioni impensabili ai più. Se lo si chiede ai sei scout della squadriglia Falchi del Gruppo Agesci San Vincenzo 1º la risposta è di quelle che spiazzano. «Una crociera di cinque giorni sulla Palinuro, nave scuola della Marina militare italiana», dice il capo squadriglia Andrea Galigani. Un finale per nulla scontato. Un premio che nulla aggiunge all’avventura prima progettata e poi vissuta dai sei ragazzi.
«Come impresa perla nostra squadriglia da realizzare durante questo anno scout abbiamo puntato in alto: costruire una imbarcazione – dice il capo squadriglia –. Abbiamo iniziato a pensare al progetto e lo abbiamo perfezionato grazie all’aiuto di mio padre, Luigi Galigani. Consisteva nel creare una barca fatta con i cartoni del latte». I sei Falchi, Andrea insieme al suo vice capo squadriglia Marco Vallesi e agli squadriglieri Francesco D’Onofrio, Tommaso Tesi, Filippo Fedi e Davide Noti si sono subito messi al lavoro. «Una volta pensato a tutti i dettagli abbiamo iniziato a raccogliere quante più bottiglie di latte possibile». Un apporto significativo è arrivato dalla collaborazione dei bar Bocci e L’Angolino.
«Raggiunto un numero sufficiente abbiamo creato delle stecche di bottiglie incollate e unite a loro volta per formare una piramide, la chiglia – dice Galigani –. Abbiamo poi creato delle paratie e rivestito il tutto con carta di giornale, acqua e colla vinilica. E abbiamo passato una mano di vetroresina sulla chiglia, che è la parte che rimane immersa, e verniciato tutta l’imbarcazione di smalto acrilico con i colori del nostro gruppo scout, il giallo e il blu».
I Falchi con il loro natante si sono presentati alla regata di autocostruiti organizzata dalla pattuglia scout nautica della Toscana sul lago di San Cipriano, nell’aretino, piazzandosi sesti su oltre venti imbarcazioni al via. E vincendo il premio per il miglior progetto, per l’originalità e la sua realizzazione. «Ed è grazie a questo che abbiamo vinto la crociera di cinque giorni sulla Palinuro, nave scuola della Marina militare italiana – conclude –, privilegio che hanno avuto solamente due squadriglie, di cui una siamo noi, su oltre ottocentocinquanta in tutta Italia».
«Come impresa perla nostra squadriglia da realizzare durante questo anno scout abbiamo puntato in alto: costruire una imbarcazione – dice il capo squadriglia –. Abbiamo iniziato a pensare al progetto e lo abbiamo perfezionato grazie all’aiuto di mio padre, Luigi Galigani. Consisteva nel creare una barca fatta con i cartoni del latte». I sei Falchi, Andrea insieme al suo vice capo squadriglia Marco Vallesi e agli squadriglieri Francesco D’Onofrio, Tommaso Tesi, Filippo Fedi e Davide Noti si sono subito messi al lavoro. «Una volta pensato a tutti i dettagli abbiamo iniziato a raccogliere quante più bottiglie di latte possibile». Un apporto significativo è arrivato dalla collaborazione dei bar Bocci e L’Angolino.
«Raggiunto un numero sufficiente abbiamo creato delle stecche di bottiglie incollate e unite a loro volta per formare una piramide, la chiglia – dice Galigani –. Abbiamo poi creato delle paratie e rivestito il tutto con carta di giornale, acqua e colla vinilica. E abbiamo passato una mano di vetroresina sulla chiglia, che è la parte che rimane immersa, e verniciato tutta l’imbarcazione di smalto acrilico con i colori del nostro gruppo scout, il giallo e il blu».
I Falchi con il loro natante si sono presentati alla regata di autocostruiti organizzata dalla pattuglia scout nautica della Toscana sul lago di San Cipriano, nell’aretino, piazzandosi sesti su oltre venti imbarcazioni al via. E vincendo il premio per il miglior progetto, per l’originalità e la sua realizzazione. «Ed è grazie a questo che abbiamo vinto la crociera di cinque giorni sulla Palinuro, nave scuola della Marina militare italiana – conclude –, privilegio che hanno avuto solamente due squadriglie, di cui una siamo noi, su oltre ottocentocinquanta in tutta Italia».
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