Il Tirreno

Baracche e tettoie "vip" sulla spiaggia, la protesta: "Fatti allontanare, ma quelle strutture sono di tutti"

di Manolo Morandini
Alcune delle tettoie
◗
Alcune delle tettoie

Castagneto Carducci, la protesta di una famiglia di turisti fatta allontanare da una delle strutture

3 MINUTI DI LETTURA





CASTAGNETO CARDUCCI. L’epoca del “buen ritiro Vip” deve fare a meno dell’ombra esclusiva. Lo ricordano dal Comune di Castagneto Carducci. Tettoie e capanne lungo il litorale tra Marina di Castagneto e Marina di Bibbona, in quella porzione di spiaggia selvaggia e per questo bellissima, che offre molto a patto di sobbarcarsi una mezz’oretta di passeggiata, appartengono al popolo. E così quelle che si trovano nella porzione che guarda a San Vincenzo. Chi non lo sa si tiene lontano, altri cedono alla tentazione ma alla prima rimostranza di chi accampa diritti battono in ritirata.

È accaduto anche alla signora Mariuccia Angelini, in vacanza a Marina di Bibbona. «Una bella camminata fino all’Oasi di Bolgheri e troviamo una fila di casette in paglia e staccate delle tettoie ombrose – dice la signora Angelini –. Bellissimo. Ci accomodiamo. Dopo un’ora arriva una signora con famiglia e sbuffando ci dice che quello spazio da quarant’anni è riservato a loro e che lo sanno tutti». Alla replica «che non c’è un cartello di proprietà privata e che noi veniamo da Bolzano ne è nata una gran discussione e ce ne siamo dovuti andare. Spiacevole e vergognoso che esistano ancora simili privilegi senza un reale diritto».

[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.15470235:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.15470235:1652377797/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Le casette fatte di pali in legno naturale con tetti di scopa, 21 tettoie e 12 capanne, per anni sono stati al centro di una querelle giudiziaria tra Comune di Castagneto Carducci e chi ne rivendicava la proprietà e l’uso esclusivo. Tutto ha inizio nel 2002 con l’avvio del procedimento per la redazione del Piano spiaggia. Quel piano partiva dallo stato di fatto, individuando ciò che sulla spiaggia insisteva legittimamente, con concessioni e autorizzazioni. Casette e tettoie erano state costruite abusivamente sul Demanio. Partirono le ordinanze di demolizione e i ricorsi dei proprietari al Tribunale amministrativo regionale della Toscana, a cui è seguita una sentenza che ha accolto la tesi del Comune (Sezione Terza, numero 4014 del 2005). E così nel secondo grado di giudizio al Consiglio di Stato (Sezione Sesta n. 4299 del 2011). Salvo lo stop alla demolizione deciso nel 2012 dall’amministrazione comunale in scia a una lettera della Soprintendenza che mette in luce il valore paesaggistico di quei manufatti. Da allora niente è cambiato. Il problema di quelle strutture resta in parte da risolvere in via definitiva. E in Comune intendono mettere un punto alla vicenda con il nuovo piano operativo, così si chiama il vecchio piano strutturale.

«Il piano operativo dovrà disciplinare dal punto di vista normativo quelle strutture perché sebbene ne sia stato attestata la proprietà pubblica nel piano della costa ad oggi non risultano», afferma l’assessore all’Urbanistica di Castagneto Carducci Giorgio Badalassi. Aspetti tecnici a cui segue la sintesi del responsabile del Demanio marittimo Moreno Fusi: «In quegli spazi può sostare chiunque e nessuno ha il diritto di mandarlo via».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino