Il Tirreno

Trasformato in bazar lo spazio per disabili 

di Manolo Morandini
Trasformato in bazar lo spazio per disabili 

San Vincenzo, la struttura all’altezza dell’ingresso 4 del Parco di Rimigliano La protesta di un genitore: «Tutte le estati è occupato da chi non ha diritto»

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SAN VINCENZO. Spazi chiusi ai disabili. Anche dove l’amministrazione comunale si è dimostrata lungimirante. Accade nel parco costiero di Rimigliano, a San Vincenzo. Ingresso numero 4, quello che porta al punto ristoro Lago Verde. Qui oltre ai servizi c’è una passerella in legno costruita ad hoc per consentire a chi ha problemi motori di raggiungere in tutta sicurezza la spiaggia. Un percorso in legno che arriva all’affaccio sul mare, con una sorta di gazebo in cui poter sostare all’ombra con la carrozzina. Utile e sfruttato anche da chi ha i bambini piccoli e si sposta con carrozzina o passeggino. Peccato che nessuno si curi di far rispettare le regole. Al punto che i corrimano e il gazebo poco alla volta sono stati colonizzati. Trasformati in appoggi per esporre merci di tutti i tipi. Teli e quant’altro della mercanzia che s’incrocia in ogni angolo di spiaggia. Un’invasione che con l’avvio della stagione balneare si trasforma in appropriazione di un luogo destinato a tutt’altro.
A segnalarlo, dopo aver bussato ripetutamente in municipio negli ultimi due anni è Evaristo Ricci, pratese che ha la sua casa perle vacanze in zona Rimigliano. Uno sfogo civile, che niente ha a che vedere con l’intolleranza o peggio il razzismo. Anche se è ben consapevole che la sua segnalazione rischia di trasformarsi nella scintilla che dà fuoco alle polveri della polemica. Ma qui la questione è semplice, c’è uno spazio che è stato reso altro da quello per cui è stato realizzato. E senza nessuno che controlli la situazione è destinata a restare tale.
«Sono il babbo di una ragazza disabile – dice il signor Ricci –. Voglio denunciare un diritto negato, più volte segnalato al Comune di San Vincenzo, ma senza esito. Alla spiaggia di Rimigliano, ingresso numero 4, dove c’è il ristorante Lago verde, c’è un gazebo in legno che serve ai disabili, per fermarsi, per evitare di andare sulla sabbia. È uno spazio per loro e c’è persino il simbolo disabili che lo ricorda. Peccato però che questo spazio ogni estate diventa la bottega di extracomunitari che vendono abiti e teli, nonché spazio per poter fare a pagamento trecce e massaggi». Che aggiunge: «Lo scorso anno io e un altro genitore di ragazza disabile abbiamo segnalato il problema ai vigili urbani e al Comune ma senza esito. Quest’anno ci risiamo. La baracchina è occupata da chi non ha diritto e la rende inutilizzabile dai disabili. Un altro caso di diritti negati».

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