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Lavoratore trasferito, l’azienda ci ripensa 

Lavoratore trasferito, l’azienda ci ripensa 

Idromacchine lo aveva destinato a Mestre per punizione, ma dopo la protesta l’impresa fa retromarcia. Soddisfatta la Cgil

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ROSIGNANO. L’azienda ci ripensa e annulla il trasferimento del dipendente. Un provvedimento che il lavoratore, tutti i colleghi e la Fiom Cgil, avevano considerato come punitivo. La Idromacchine ieri ha confermato ai sindacati la decisione di non dare seguito al provvedimento comunicato nei giorni scorsi a un dipendente. Un risultato importante, arrivato mentre i colleghi del lavoratore al centro della vicenda erano in assemblea per discutere dell’accaduto.
Tutto parte nei giorni scorsi, quando Idromacchine, azienda con sede a Marghera che si occupa di manutenzione degli impianti Solvay, punisce un lavoratore con una giornata di sospensione dal lavoro non retribuito. Il motivo? «L’azienda – aveva spiegato David Romagnani, segretario generale della Fiom Cgil di Livorno – gli ha contestato il fatto che lui non ha voluto effettuare un lavoro a bordo di un macchinario, dato che lo considerava non sicuro». Tra l’altro il dipendente non aveva eseguito quel lavoro, ma è stato regolarmente impegnato in altre attività. L’uomo in un primo ha accettato il provvedimento di sospensione. Ma poi lo ha impugnato. È andato alla Cgil per aprire una vertenza e l’azienda ha deciso di trasferirlo dal cantiere di Rosignano a quello di Mestre. Un provvedimento che gli altri lavoratori e la Fiom Cgil hanno considerato inaccettabile. Sottolineando, come il sindacato aveva scritto in una nota, «il chiaro intento di metterlo in difficoltà e indurlo a licenziarsi, tra l’altro parliamo di un lavoratore che ha sempre operato nel cantiere di Rosignano, nel settore dell’impiantistica di Solvay da oltre 25 anni, prima con la Delfino poi con la Toscana Impianti, oggi Idromacchine».
Un fatto che i dipendenti dell’azienda, come del resto la Cgil hanno contestato duramente, diramando una nota dai toni polemici. Così lunedì 29 maggio si è svolta l’assemblea dei lavoratori dell’azienda che hanno valutato gravissimo l’accaduto. Poi il comunicato della Fiom Cgil, che ha definito l’atteggiamento dell’azienda «aggressivo e autoritario che ha il sapore dell’arroganza e di un’idea del rapporto di lavoro basato sulla sudditanza». Non solo, ieri dalle 13 alle 15 era in programma una seconda assemblea dei dipendenti della ditta, che se l’impresa non avesse rivisto le sue posizioni avrebbero fatto anche due ore di sciopero a fine turno. Proprio durante l’assemblea i vertici della ditta hanno contattato i rappresentanti sindacali per informarli di non voler dare seguito al provvedimento. Soddisfatto Romagnani della Cgil, che fa sapere come «l’azienda ha assicurato che il trasferimento non era in alcun modo da considerarsi punitivo o collegato al fatto che il lavoratore aveva impugnato il provvedimento di sospensione».
Anna Cecchini

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