Vaccini, genitori in Comune «Lasciateci liberi di scegliere»
No al decreto Lorenzin, oltre 200 famiglie si mobilitano fra dubbi e interrogativi Si raccolgono firme. Dominici: «Legge nazionale ma pronti a rappresentarvi»
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CECINA. Un centinaio tra mamme e babbi. Preoccupati, seriamente preoccupati, per le “conseguenze che si genereranno una volta attuato il decreto Lorenzin” che estende da 4 a 12 le vaccinazioni obbligatorie per i bambini da 0 a 6 anni.
«Non siamo contro i vaccini. Non strumentalizzate la nostra protesta», premettono in una sala piena all’inverosimile, davanti all’avvocato Valter Dominici e a Daniela Galluzzi dell’ufficio legale del Comune di Cecina. «Siamo per la libertà di scelta vaccinale. Non può essere lo Stato ad imporci quando, come, per cosa e dove vaccinare i nostri bambini». Il movimento dei genitori, in stato embroniale dopo le prima avvisaglie di una legge regionale toscana, è cresciuto col passare dei giorni. Cominciando a darsi una forma di organizzazione. Dentro ci sono anche adulti senza figli, alcuni insegnanti, due avvocati, professionisti e non. Tutti accumunati dalle stesse paure.
Ieri - tanto per dare qualche numero - erano 176 le famiglie cecinesi (ma più in generale della Bassa val di Cecina) iscritte all’appuntamento in via Landi. A fine riunione c’erano 218 adesioni. «Tutto è nato da un gruppo di noi genitori – spiega Alessia Zurlini, una delle coordinatrici – che si è ritrovato a discutere di un’imposizione, per legge, di quella che invece dovrebbe essere una libera scelta. E tra noi c’erano famiglie che hanno vaccinato regolarmente i propri figli ed altre che non l’hanno fatto. Un gruppo eterogeneo che ha cominciato a discutere ed è cresciuto col passaparola, via whatsapp». Una delegazione, giorni fa, è stata incontrata dal sindaco Samuele Lippi che ha concesso loro una stanza della sede di palazzo civico per affrontare il delicato tema delle vaccinazioni che diventeranno obbligatorie per legge.
Tanti gli interrogativi, le preoccupazioni. Ed anche molta rabbia. «Perché devo fare 12 iniezioni ad un bambino di 6 mesi? Perché tutte queste vaccinazioni obbligatorie quando negli altri Paesi non è così?», si sono chiesti alcuni dei genitori presenti. «Un governo che detta per legge la vaccinazione per la varicella è vergognoso». C’era chi lamentava il fatto che per alcune malattie non si parla di vaccini con dose singola, chi contesta l’applicazione e la fascia di età (si parte da 6 mesi). Molti sono preoccupati dei tempi di attuazione del decreto. Delle conseguenze per l’obbligo scolastico. «Se non vaccino mio figlio per una delle malattie previste non posso mandare il bimbo a scuola. Ma scherziamo? E gli insegnanti? Dovranno essere rivaccinati tutti?» Interrogativi, dubbi che solo in parte Dominici e Galluzzi hanno potuto dissipare. «Questo è un decreto legge che passa sopra quelle che sono le nostre possibilità come amministrazione comunale – ha detto il responsabile della segreteria del sindaco -.Né so fornire chiarimenti sui tempi anche se ritengo che passeranno ancora mesi visto che la Regione Toscana dovrà probabilmente emanare un decreto attuativo».
Dominici e Galluzzi si sono comunque presi l’impegno di portare la preoccupazione, le riflessioni e la protesta di questi genitori al sindaco soprattutto in qualità di presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asl Nord Ovest. «Coinvolgeremo anche i parlamentari di zona (l’onorevole Maria Grazia Rocchi, ndr) e la Regione Toscana – ha detto Dominici – consapevoli che queste non sono le preoccupazioni di un 6% della popolazione contraria ai vaccini ma di un fronte molto più vasto di famiglie che è per la libera scelta della vaccinazione».
Intanto quello che è nato come movimento spontaneo si dà una struttura. Ed invita a manifestare sabato prossimo 3 giugno a Firenze (piazza San Lorenzo) in occasione della manifestazione nazionale per la libera scelta vaccinale promossa dall’omonimo comitato Cliva. Per contatti e vadesioni - dicono i coordinatori cecinesi - vacciniliberascelta@gmail.com.(a.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Non siamo contro i vaccini. Non strumentalizzate la nostra protesta», premettono in una sala piena all’inverosimile, davanti all’avvocato Valter Dominici e a Daniela Galluzzi dell’ufficio legale del Comune di Cecina. «Siamo per la libertà di scelta vaccinale. Non può essere lo Stato ad imporci quando, come, per cosa e dove vaccinare i nostri bambini». Il movimento dei genitori, in stato embroniale dopo le prima avvisaglie di una legge regionale toscana, è cresciuto col passare dei giorni. Cominciando a darsi una forma di organizzazione. Dentro ci sono anche adulti senza figli, alcuni insegnanti, due avvocati, professionisti e non. Tutti accumunati dalle stesse paure.
Ieri - tanto per dare qualche numero - erano 176 le famiglie cecinesi (ma più in generale della Bassa val di Cecina) iscritte all’appuntamento in via Landi. A fine riunione c’erano 218 adesioni. «Tutto è nato da un gruppo di noi genitori – spiega Alessia Zurlini, una delle coordinatrici – che si è ritrovato a discutere di un’imposizione, per legge, di quella che invece dovrebbe essere una libera scelta. E tra noi c’erano famiglie che hanno vaccinato regolarmente i propri figli ed altre che non l’hanno fatto. Un gruppo eterogeneo che ha cominciato a discutere ed è cresciuto col passaparola, via whatsapp». Una delegazione, giorni fa, è stata incontrata dal sindaco Samuele Lippi che ha concesso loro una stanza della sede di palazzo civico per affrontare il delicato tema delle vaccinazioni che diventeranno obbligatorie per legge.
Tanti gli interrogativi, le preoccupazioni. Ed anche molta rabbia. «Perché devo fare 12 iniezioni ad un bambino di 6 mesi? Perché tutte queste vaccinazioni obbligatorie quando negli altri Paesi non è così?», si sono chiesti alcuni dei genitori presenti. «Un governo che detta per legge la vaccinazione per la varicella è vergognoso». C’era chi lamentava il fatto che per alcune malattie non si parla di vaccini con dose singola, chi contesta l’applicazione e la fascia di età (si parte da 6 mesi). Molti sono preoccupati dei tempi di attuazione del decreto. Delle conseguenze per l’obbligo scolastico. «Se non vaccino mio figlio per una delle malattie previste non posso mandare il bimbo a scuola. Ma scherziamo? E gli insegnanti? Dovranno essere rivaccinati tutti?» Interrogativi, dubbi che solo in parte Dominici e Galluzzi hanno potuto dissipare. «Questo è un decreto legge che passa sopra quelle che sono le nostre possibilità come amministrazione comunale – ha detto il responsabile della segreteria del sindaco -.Né so fornire chiarimenti sui tempi anche se ritengo che passeranno ancora mesi visto che la Regione Toscana dovrà probabilmente emanare un decreto attuativo».
Dominici e Galluzzi si sono comunque presi l’impegno di portare la preoccupazione, le riflessioni e la protesta di questi genitori al sindaco soprattutto in qualità di presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asl Nord Ovest. «Coinvolgeremo anche i parlamentari di zona (l’onorevole Maria Grazia Rocchi, ndr) e la Regione Toscana – ha detto Dominici – consapevoli che queste non sono le preoccupazioni di un 6% della popolazione contraria ai vaccini ma di un fronte molto più vasto di famiglie che è per la libera scelta della vaccinazione».
Intanto quello che è nato come movimento spontaneo si dà una struttura. Ed invita a manifestare sabato prossimo 3 giugno a Firenze (piazza San Lorenzo) in occasione della manifestazione nazionale per la libera scelta vaccinale promossa dall’omonimo comitato Cliva. Per contatti e vadesioni - dicono i coordinatori cecinesi - vacciniliberascelta@gmail.com.(a.r.)
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