Il presidio
Più posti-letto, un centro protesi e le Case della salute
di Maria Meini
Un documento dei socialisti inviato all’azienda sanitaria e alla Conferenza dei sindaci: «Serve un nuovo Pal»
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CECINA. Il futuro dell’ospedale di Cecina e i problemi della sanità sul territorio passano da una riorganizzazione dei servizi. In un’ottica pragmatica, senza “voli” né sogni. La formula dei socialisti è affidata a un documento firmato dalle segreterie di tutti i comuni della Bassa Val di Cecina, presentato ieri nella sede di via Verdi dal segretario Paolo Bientinesi, affiancato dal segretario dei Riformisti Stefano Fiori, dal sindaco di Guardistallo Sandro Ceccarelli, nel ruolo di coordinatore regionale del Psi per gli enti locali, e dal dottor Gianfranco De Feo, referente della Fimmg, il sindacato dei medici di base. Il documento, ha spiegato Fiori, vuol essere un contributo alla redazione del nuovo Pal, il piano sanitario locale, che Ceccarelli porterà alla Conferenza dei sindaci dell’AUSL Toscana Nord ovest. Le linee guida sono semplici e partono dalla considerazione che il numero dei posti letto nella Bassa Val di Cecina non solo è nettamente inferiore alla media regionale e nazionale ma è anche il più basso nell’ex Asl 6: 1,8 su mille abitanti, contro il 3,15 nazionale, il 2,4 di Livorno e il 2,2 della Val di Cornia. «Ci rendiamo conto che non possiamo più avere un grande ospedale, perché i tempi sono critici - ha detto Bientinesi - ma ci devono essere i servizi che garantiscano la salute dei cittadini». Ma se i numeri sono così bassi, calano anche i servizi, chiosa Fiori.
I socialisti bocciano l’ospedale per intensità di cure, «perché mancano gli infermieri e i tutor che accompagnano i pazienti nel percorso di cura», ma difendono l’ospedale in rete con Piombino «perché è l’unico modo per mantenere in vita la struttura di Cecina - ricorda Ceccarelli, il riferimento è a Volterra - : chi l’ha rifiutato ora va in piazza contro la chiusura». La proposta prevede quindi la richiesta di aumentare i posti-letto (ad esempio nella terapia sub-intensiva), di potenziare il pronto soccorso evitando gli accessi impropri con l’attivazione della guardia medica diurna h16 (8-16, 16-24) in una postazione a fianco del Ps; di attivare una emodinamica per la zona in rete, «che va bene anche a Piombino». Bruno Pistolesi del direttivo chiede invece che ne siano aperte due: una a Cecina e una a Piombino, «perché la salute viene prima di tutto»; di confermare il punto nascita e di dar vita a un polo di interesse aziendale per interventi di protesi ortopediche (anca e ginocchio) sfruttando «l’alto comfort alberghiero dell’ospedale». L’ultimo aspetto della proposta riguarda l’integrazione tra ospedale e servizi territoriali, illustrata da De Feo, che ha sostenuto l’importanza dell’attivazione delle Case della salute (« a Guardistallo esiste già e funziona») e della medicina d’iniziativa per il monitoraggio dei malati cronici, un’organizzazione «la cui regia è affidata ai medici di base».
La Aft (Aggregazione funzionale territoriale dei medici) dovrà avere una sede centrale, messa a disposizione dall’Asl o dai Comuni, e riunire i medici di assistenza primaria a rapporto di fiducia o orario (ex guardia medica, ora continuità assistenziale) e gli ambulatori saranno aperti dalle 8 alle 20.
I socialisti bocciano l’ospedale per intensità di cure, «perché mancano gli infermieri e i tutor che accompagnano i pazienti nel percorso di cura», ma difendono l’ospedale in rete con Piombino «perché è l’unico modo per mantenere in vita la struttura di Cecina - ricorda Ceccarelli, il riferimento è a Volterra - : chi l’ha rifiutato ora va in piazza contro la chiusura». La proposta prevede quindi la richiesta di aumentare i posti-letto (ad esempio nella terapia sub-intensiva), di potenziare il pronto soccorso evitando gli accessi impropri con l’attivazione della guardia medica diurna h16 (8-16, 16-24) in una postazione a fianco del Ps; di attivare una emodinamica per la zona in rete, «che va bene anche a Piombino». Bruno Pistolesi del direttivo chiede invece che ne siano aperte due: una a Cecina e una a Piombino, «perché la salute viene prima di tutto»; di confermare il punto nascita e di dar vita a un polo di interesse aziendale per interventi di protesi ortopediche (anca e ginocchio) sfruttando «l’alto comfort alberghiero dell’ospedale». L’ultimo aspetto della proposta riguarda l’integrazione tra ospedale e servizi territoriali, illustrata da De Feo, che ha sostenuto l’importanza dell’attivazione delle Case della salute (« a Guardistallo esiste già e funziona») e della medicina d’iniziativa per il monitoraggio dei malati cronici, un’organizzazione «la cui regia è affidata ai medici di base».
La Aft (Aggregazione funzionale territoriale dei medici) dovrà avere una sede centrale, messa a disposizione dall’Asl o dai Comuni, e riunire i medici di assistenza primaria a rapporto di fiducia o orario (ex guardia medica, ora continuità assistenziale) e gli ambulatori saranno aperti dalle 8 alle 20.
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