Il Tirreno

«Meno rifiuti, il progetto va cambiato» 

di Anna Cecchini
«Meno rifiuti, il progetto va cambiato» 

La sindaca Carli propone un emendamento: «La riduzione dei conferimenti va sottoposta all’autorizzazione della Regione»

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ROSIGNANO. Potrebbe essere un protocollo, una delibera della Regione o un emendamento al progetto a cura della stessa Rit (Rea Impianti). Quel che conta è che la diminuzione dei conferimenti in discarica venga messa nera su bianco, e diventi parte integrante del procedimento autorizzativo per il progetto “La fabbrica del futuro”. Questa la convinzione di Giamila Carli, sindaca di Santa Luce, che assicura: «A me interessa arrivare al risultato. Bisogna sancire ufficialmente le premesse che Rit ha esposto nei vari incontri pubblici».
Premesse e promesse, visto che l’azienda da un anno descrive il progetto come foriero di innovazione ambientale e tecnologica, garantendo un progressivo decremento dei rifiuti in arrivo in discarica. Poi però, nel progetto ufficiale, quello inviato alla Regione perché sia sottoposto a Vas (Valutazione di impatto ambientale) e Aia (Autorizzazione integrata ambientale), del decremento dei conferimenti non si fa parola. Come del resto non si dettagliano le innovazioni per “La fabbrica del futuro”. E se il sindaco del Comune di Rosignano, ente proprietario dell’impianto, sottolinea come per legge non sia possibile sottoporre questi due aspetti ai procedimenti di Via e Aia, i cittadini - soprattutto quelli che abitano sulle colline - protestano. Tanto che da Orciano pisano e in parte anche da Santa Luce sono state inviare alla Regione circa 400 osservazioni al progetto per Scapigliato.
Una settimana fa il sindaco di Rosignano Alessandro Franchi e Giamila Carli sono andati in Regione, per chiedere che nelle procedure autorizzative si tenga espressamente conto della riduzione progressiva dei conferimenti annui di rifiuti in discarica. «Una riunione - fa sapere Carli -, da me richiesta, che attiva un tavolo istituzionale con tutti i soggetti coinvolti nel percorso partecipativo pubblico sul progetto “La fabbrica del futuro” relativo alla discarica di Scapigliato. Ho ritenuto di esserci perché penso che, per salvaguardare e tutelare meglio i nostri territori, sia fondamentale sedere ai tavoli politici decisori anziché restarne fuori. Da qui la volontà di portare all’attenzione della Regione le istanze della comunità e dei cittadini di Santa Luce che, insieme a quelli dei comuni limitrofi, ha iniziato un percorso partecipativo e di confronto con la Rit e gli enti locali, in cui va tenuto conto delle implicazioni legate al futuro dell’area ma anche dei disagi derivanti da una convivenza pressoché trentennale con la discarica di Scapigliato».
Ecco che Carli assicura: «ho chiesto, chiedo e chiederò che nella procedura di Aia si sancisca, in maniera chiara e decisa, la progressiva diminuzione dei conferimenti. Il conferimento dei rifiuti, infatti, dovrà passare dalle 460mila tonnellate del 2015 alle 200mila tonnellate del 2031, così come previsto fin dall’inizio nel progetto». Non solo la sindaca di Santa Luce chiede anche che «la piattaforma per l’amianto dovrà avere carattere comprensoriale e quindi circoscritto calibrato sui fabbisogni dei Comuni del comprensorio».
Come ottenere una variazione del progetto che Rit ha già sottoposto alla Regione. Carli assicura che «La linea politica va nel senso di sancire questa diminuzione di conferimenti, resta da stabilire se sarà fatta una delibera, oppure un protocollo che coinvolga tutti gli attori, o un emendamento con cui Rit cambia il progetto».
Intanto questa sera, alle 21 al circolo Arci di Santa Luce, si tiene la prima assemblea pubblica organizzata dal comitato in difesa delle colline pisano-livornesi e dal coordinamento Rifiuti-zero.

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