Il presidio
Il laboratorio 2.0 del calzolaio social
Cecina: Samuel Bertoldi, 26 anni, diploma di perito agrario ha deciso di proseguire l’attività del nonno. «E lo rifarei»
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CECINA. «Tornassi indietro rifarei questa scelta altre mille volte». La voce è delicata nel pronunciare questa frase. La sicurezza di aver intrapreso la strada giusta traspare dal suo volto giovane e pulito. Samuel Bertoldi ha 26 anni. Da quasi quattro anni (quando ne aveva 22) ha aperto da solo la sua attività a Cecina: “El calier”, in un fondo sulla vecchia Aurelia, al Palazzaccio. Lui è un calzolaio. Un ragazzo che con grande intraprendenza si è tuffato in un mestiere antico che per tanti e – soprattutto prima della crisi economica – sembrava destinato a scomparire. Lui invece ha aggiunto capacità ed entusiasmo e dall'esperienza acquisita da nonno Giuseppe Bertoldi ha dato vita al suo “laboratorio 2.0”. Come i vecchi calzolai ripara le cinture, crea borse e scarpe su misura, cuce e rammenda ma poco dopo “posta” i suoi lavori sui social network. Su Facebook come su Instagram. «Quando mi sono diplomato come perito agrario – racconta Samuel Bertoldi – non riuscivo a trovare un impiego nel mio settore per cui, come tanti altri ragazzi della mia età, ho iniziato a fare la stagione. Soprattutto come pasticcere a Marina di Bibbona».
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«Nel 2013 – prosegue – sono andato a trovare mio nonno in Trentino, sul lago di Garda che fa il calzolaio da quando aveva 12 anni nel piccolo paese dove abita. Un calzolaio d'altri tempi che tutti conoscono e apprezzano. Quasi per gioco ho deciso di imparare il suo mestiere. Al massimo, pensavo, mi avrebbe fatto comodo apprendere qualcosa in più rispetto a prima». Di ore nel laboratorio del nonno, da piccolo, nel frattempo ne aveva passate molte. A guardarlo e ad aiutarlo nei piccoli lavori quotidiani. «Mi è sempre piaciuta – sottolinea Samuel Bertoldi – la manualità. In quelle settimane vedevo che ogni giorno il mio interesse aumentava. La mia voglia di fare era sempre maggiore per cui dopo due mesi passati con nonno sono tornato a Cecina ed ho iniziato ad informarmi per aprire la mia attività. L'entusiasmo era tanto ma dall'altro lato avevo paura ad intraprendere da solo questo percorso».
Al suo fianco aveva però tutta la famiglia. I genitori lo hanno appoggiato da subito. Il nonno non tratteneva l'emozione di veder tramandata la sua arte di generazione in generazione. «Gli amici, invece – spiega – mi davano contro perché lo vedevano come un mestiere d'altri tempi. Ora tutti aspirano a lavori tecnologici, al pc mentre a distanza di quasi 4 anni gli dico che ho fatto la scelta giusta». I primi mesi certamente sono stati i più difficili. Non aveva nonno Giuseppe a consigliarlo quotidianamente o a rimediare a piccoli intoppi che potevano accadere. Tutto dipendeva esclusivamente da lui. «Quello che pensavo allora – conclude – è che se non mi buttavo a soli 22 anni non lo avrei più fatto nella vita. Che sarei sempre stato in tempo a cambiare e a ripartire per un'altra strada». Anno dopo anno, invece, è andata sempre meglio. Tante commissioni e sempre nuovi clienti, di tutte le età. Dai suoi coetanei fino a persone anziane. Una grande mole di lavoro quotidiana che organizza da solo. Senza dipendenti ma con l'entusiasmo di aver fatto, quattro anni fa, la scelta giusta nonostante la sua giovane età.
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