Il Tirreno

Morelline, raddoppia la zona industriale 

di Alessandra Bernardeschi
Morelline, raddoppia la zona industriale 

Prime anticipazioni sulle possibilità urbanistiche legate al Piano operativo, sul litorale meno case e più strutture turistiche

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ROSIGNANO. Espansione dell’area della piccola e media impresa delle Morelline a Rosignano Solvay; ma anche per la zona costiera limitare il più possibile l’espansione residenziale favorendo gli investimenti privati a carattere produttivo e turistico e rilanciare le zone collinari anche attraverso progetti qualitativamente importanti creando collegamenti mare e collina; riconferma dello sviluppo multipolare. Passa attraverso questi binari il Poc, ossia il Piano operativo comunale che sostituirà il vecchio Piano regolatore.
«L’idea in campo - dice il sindaco[/FIRMA&LUOGO] Alessandro Franchi - è quella di favorire le riqualificazioni e le rigenerazioni del patrimonio edilizio esistente. Soprattutto sul mare l’obiettivo è quello di limitare il più possibile l’espansione residenziale perché, in questo settore, siamo arrivati ad un livello già alto. Vogliamo nel contempo - continua Franchi - favorire investimenti privati che riguardino riqualificazioni o nuove proposte sia di carattere produttivo che turistico ricettivo e che vadano nella direzione di una crescita occupazionale. In particolare, viste le proposte che ci stanno pervenendo, come criterio generale pensiamo di espandere la zona delle Morelline oggi satura rispetto alle richieste».
Giovedì pomeriggio, il 25 maggio, in piazza del mercato a Rosignano Solvay sono state presentati gli studi geologici, idrogeologici, agronomici, forestali e quelli di valutazione ambientale strategica che porteranno alla stesura del Poc.
Nell’introduzione l’assessore all’urbanistica Margherita Pia ha messo in rilievo come «sia rimasta intatta l’idea di sviluppo multipolare, ossia quel mix di attività industriali, agrarie e del terziario. Tre settori che, anche se in modo diverso, sono cresciuti e per i quali dobbiamo ricercare obiettivi di specializzazione e di qualità che hanno un maggiore peso specifico».
È spettato a Daniela Ronconi garante dell’informazione e partecipazione, illustrare l’iter che, coinvolgendo i cittadini, porterà alla stesura del Poc. L’architetto Stefania Marcellini ha ribadito che dal giugno 2014 parte del regolamento urbanistico ha perso la sua efficacia puntualizzando come nel frattempo le leggi della Regione Toscana siano mutate soprattutto con il Piano paesaggistico.
Gli studi geologici curati da Luciano Lazzeri, Nicolò Sbolci e Andrea Marini hanno prodotto carte relative a rischi da frana, alluvione e terremoto suddividendo il territorio, in base ai rischi, in quattro fasce. In particolare la pericolosità sismica ha preso in esame i centri urbani.
Di particolare rilievo gli studi agronomici e forestali condotti da Paolo Grandi: «Sul territorio - ha detto - abbiamo un’economia diversa da quella tipica Toscana: una viticoltura contenuta, un olivicoltura prevalentemente per uso familiare ma una bella coltivazione seminativa e, l’aspetto più interessante, un importante settore dedicato all’allevamento; il tutto con colline ancora da scoprire e da sviluppare a livello economico». Gli approfondimenti degli aspetti idrogeologici e idraulici condotti da dallo Studio Chiarini e associati esaminato il settore relativo alla pericolosità idraulica presente sul territorio mentre gli aspetti legati alla Valutazione ambientale strategica sono stati curate da Michela Chiti. Gli esiti di tali studi verranno presentati ai cittadini dopo l’approvazione del Poc.

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