Il presidio
trasporti e polemiche
Usb: «Ctt non scherzi sulla sicurezza dei bus»
CECINA. «In data 11 maggio, nel comune di Cecina, un altro mezzo della CTT Nord va a fuoco completamente. Fortunatamente il conducente e un passeggero riescono a mettersi in salvo. Stessa sorte è...
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CECINA. «In data 11 maggio, nel comune di Cecina, un altro mezzo della CTT Nord va a fuoco completamente. Fortunatamente il conducente e un passeggero riescono a mettersi in salvo. Stessa sorte è toccata, neanche un anno fa, ad un altro autobus in località Gabbro. Anche in quell’occasione autista e passeggero riuscirono ad abbandonare il mezzo in tempo, e anche in quel caso nessuna spia segnalò una qualche anomalia al motore. E ancora: 11 marzo 2015, un autobus CTT carico di studenti prende fuoco nel comune di Cascina. Sarebbe dovuto bastare uno solo, dei casi fin’ora descritti, per far scattare una reazione forte e decisa sia da parte degli enti pubblici appaltanti sia, ovviamente, da parte della stessa azienda».
E’ il duro attacco che il sindacato autoferrotranvieri Usb, Unione Sindacale di Base, fa al Ctt Nord. « Perché quando c’è di mezzo la vita stessa dei lavoratori e dei cittadini/utenti - scrive - non è lecito tergiversare per nessun motivo. Invece succede proprio il contrario: il 13 maggio il dirigente della compagnia Bruno Bastogi rilascia dichiarazioni agli organi di stampa. Dichiarazioni che in un paese minimamente “normale” dovrebbero portare alle dimissioni immediate: “Non ci sono stati altri incendi di mezzi “, spiega Bastogi, “due in un anno sono un numero fisiologico per una realtà come la Ctt.”. Due mezzi andati completamente a fuoco durante il servizio, con a bordo dei passeggeri, sarebbero avvenimenti fisiologici, quindi normali. E’ lo stesso Bruno Bastogi a fare la voce grossa in occasione dell’ennesima aggressione ai danni di un conducente da parte di un balordo. Come Usb, già da tempo avevamo denunciato la totale mancanza di sicurezza per i conducenti e i lavoratori a bordo dei mezzi, in occasione di un’altra aggressione. Ma intanto le telecamere all’interno degli autobus non sono ancora in funzione; il posto guida è ancora facilmente accessibile a chiunque, in qualsiasi momento, perfino con la possibilità di agire sui comandi durante la marcia del veicolo; il centro di controllo, presso il deposito di via Impastato, cessa l’attività alle ore 20, lasciando privi di assistenza i lavoratori ancora in servizio; le verifiche dei titoli di viaggio vengono spesso effettuate da un solo verificatore a bordo delle vetture; e oltretutto, a seguito della modifica di alcune linee urbane, i conducenti si trovano spesso a sostare, anche per 40 minuti, in capolinea sprovvisti di qualsiasi area a loro dedicata».
E’ il duro attacco che il sindacato autoferrotranvieri Usb, Unione Sindacale di Base, fa al Ctt Nord. « Perché quando c’è di mezzo la vita stessa dei lavoratori e dei cittadini/utenti - scrive - non è lecito tergiversare per nessun motivo. Invece succede proprio il contrario: il 13 maggio il dirigente della compagnia Bruno Bastogi rilascia dichiarazioni agli organi di stampa. Dichiarazioni che in un paese minimamente “normale” dovrebbero portare alle dimissioni immediate: “Non ci sono stati altri incendi di mezzi “, spiega Bastogi, “due in un anno sono un numero fisiologico per una realtà come la Ctt.”. Due mezzi andati completamente a fuoco durante il servizio, con a bordo dei passeggeri, sarebbero avvenimenti fisiologici, quindi normali. E’ lo stesso Bruno Bastogi a fare la voce grossa in occasione dell’ennesima aggressione ai danni di un conducente da parte di un balordo. Come Usb, già da tempo avevamo denunciato la totale mancanza di sicurezza per i conducenti e i lavoratori a bordo dei mezzi, in occasione di un’altra aggressione. Ma intanto le telecamere all’interno degli autobus non sono ancora in funzione; il posto guida è ancora facilmente accessibile a chiunque, in qualsiasi momento, perfino con la possibilità di agire sui comandi durante la marcia del veicolo; il centro di controllo, presso il deposito di via Impastato, cessa l’attività alle ore 20, lasciando privi di assistenza i lavoratori ancora in servizio; le verifiche dei titoli di viaggio vengono spesso effettuate da un solo verificatore a bordo delle vetture; e oltretutto, a seguito della modifica di alcune linee urbane, i conducenti si trovano spesso a sostare, anche per 40 minuti, in capolinea sprovvisti di qualsiasi area a loro dedicata».
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