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Agorà, ultimatum del prefetto
Entro il 6 giugno i pagamenti alle dipendenti di Casa Fattori
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BIBBONA . Ultimatum del prefetto di Livorno Anna Maria Manzone alla cooperativa Agorà d’Italia che ha in gestione i servizi della Residenza sanitaria assistita Casa Fattori a Bibbona. È quanto emerge dal tavolo di raffreddamento che si è tenuto in prefettura il 23 maggio a seguito dello stato di agitazione proclamato dalle segreterie provinciali dei sindacati Fisascat Cisl e Fpl Uil. In ballo i nuovi ritardi nel pagamento degli stipendi alle dipendenti della coop che lavorano nella Rsa bibbonese.
Il nuovo termine prevede entro il 6 giugno il pagamento dello stipendio di aprile e dell’ultima tranche di quello di gennaio. «Se non terranno fede all’impegno scatterà lo stato di agitazione e l’accordo decadrà tornando a quanto previsto dal contratto nazionale», dicono Roberto Francesconi (Uil) e Carlo Biondi (Cisl). Intesa che è stata siglata dal rappresentante di Agorà d’Italia e dai vertici di Casa Fattori. La cooperativa che opera all’interno di Casa Fattori in regime di proroga, in attesa della nuova gara entro fine 2017, da tempo è alle prese con un problema di liquidità, dovuto essenzialmente ai tempi di pagamento dei soggetti, pubblici e privati, con i quali l’Agorà lavora in tutta Italia. Anche se tra questi non c’è la Rsa Casa Fattori che alla coop paga regolarmente per il servizio ricevuto.
Torna a contestare l’accordo faticosamente raggiunto all’inizio di marzo dopo mesi di ritardi e proteste l’Unione sindacale di base di Livorno: «Come Usb avevamo da subito rigettato qualsiasi ipotesi di intesa che “certificasse” sindacalmente un’inadempienza inaccettabile da parte di una cooperativa che puntualmente riceve dall’ente appaltante quanto dovuto. Per quanto ancora Cisl e Uil vorranno coprire la cooperativa Agorà d’Italia?».
Manolo Morandini
Il nuovo termine prevede entro il 6 giugno il pagamento dello stipendio di aprile e dell’ultima tranche di quello di gennaio. «Se non terranno fede all’impegno scatterà lo stato di agitazione e l’accordo decadrà tornando a quanto previsto dal contratto nazionale», dicono Roberto Francesconi (Uil) e Carlo Biondi (Cisl). Intesa che è stata siglata dal rappresentante di Agorà d’Italia e dai vertici di Casa Fattori. La cooperativa che opera all’interno di Casa Fattori in regime di proroga, in attesa della nuova gara entro fine 2017, da tempo è alle prese con un problema di liquidità, dovuto essenzialmente ai tempi di pagamento dei soggetti, pubblici e privati, con i quali l’Agorà lavora in tutta Italia. Anche se tra questi non c’è la Rsa Casa Fattori che alla coop paga regolarmente per il servizio ricevuto.
Torna a contestare l’accordo faticosamente raggiunto all’inizio di marzo dopo mesi di ritardi e proteste l’Unione sindacale di base di Livorno: «Come Usb avevamo da subito rigettato qualsiasi ipotesi di intesa che “certificasse” sindacalmente un’inadempienza inaccettabile da parte di una cooperativa che puntualmente riceve dall’ente appaltante quanto dovuto. Per quanto ancora Cisl e Uil vorranno coprire la cooperativa Agorà d’Italia?».
Manolo Morandini
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