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verso una manifestazione 

Fials, comitati e il prete santa alleanza di protesta 

Fials, comitati e il prete santa alleanza di protesta 

CECINA. Una “santa alleanza” della protesta, un’ondata trasversale di no all’ospedale unico su due presidii che va dal sindacalismo autonomo del Fials e del suo coordinatore regionale Massimo...

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CECINA. Una “santa alleanza” della protesta, un’ondata trasversale di no all’ospedale unico su due presidii che va dal sindacalismo autonomo del Fials e del suo coordinatore regionale Massimo Ferrucci, ai comitati cittadini come quello per la Salute Pubblica, ai partiti (tra i quali i 5 Stelle e il movimento di Pamela Tovani) ai civici di Alessandro Lucibello Piani, fino ai Carc e a Rifondazione Comunista. Sono in molti, di questi sopramenzionati, a tirare in ballo don Reno Pisaneschi, il sacerdote che ha fatto della questione sanità e salute una vera e propria missione e da anni si batte perché l’ospedale di Cecina non venga smantellato. L’ultimo a chiamarlo in causa è stato il segretario cecinese di Rifondazione Comunista Renzo Belcari nell’intervento di alcuni giorni fa. Così, mentre il prete viene tirato per la giacchetta (pardon, per la tonaca) a destra e a manca, quel che appare certa è la volontà di organizzare quanto prima in città una manifestazione in difesa dell’ospedale.
Perché? Il Fials, in assemblea nelle zone, ha già parlato di fallimento dell’ospedale unico su due presidi, dato che la fusione non è servita a centrare l’obiettivo dei parametri di legge (150mila abitanti). Decretandone l’ennesimo flop dopo la sperimentazione, poi diventata effettiva, del modello per intensità di cura. Il sindacato autonomo, che sta proclamado lo stato di agitazione, teme un ulteriore ridimensionamento dei servizi nei due ospedali, e chiede rafforzamento degli organici, stabilizzazioni, pediatra 24 ore su 24 e la risoluzione dei problemi di pronto soccorso e sub intensiva.
In difesa dell’ospedale unico accorre la Cgil che, pur evidenziando una serie di criticità (l’assenza di posti letto per le cure intermedie), ritiene questo modello l’unico che possa mettere al riparo la Bassa Val di Cecian e la Val di Cornia da tagli. Intanto ieri i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato a Livorno l’assessore regionale Saccardi segnalando una “grave situazione di stallo sul territorio a seguito della mancata applicazione di quella che viene definita Riforma Sanitaria Toscana”. I nodi da sciogliere? Case della salute, ruolo della Neurochirurgia e del ventilato polo traumatologico, nonché della chirurgia vascolare e dell’emodinamica.(a.r.)

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