Il Tirreno

Discarica, il sindaco Franchi in Regione 

di Anna Cecchini
Discarica, il sindaco Franchi in Regione 

All’incontro anche Giamila Carli: «Le 460mila tonnellate annue sono il tetto massimo, ci sarà una riduzione progressiva»

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ROSIGNANO. «Il mandato del Comune, proprietario degli impianti e della società Rea Impianti, all’amministratore è chiaro: un progetto di forte innovazione, non basato sul rinnovo del fronte di discarica ma sulla riconversione». Parola di Alessandro Franchi, sindaco del Comune che di fatto è titolare del polo di Scapigliato e che ieri mattina, dopo la levata di scudi contro il piano “La fabbrica del futuro”, è andato in Regione a chiedere che nella procedura di Aia (Autorizzazione integrata ambientale, che dovrà essere ottenuta dopo aver sottoposto il progetto alla Valutazione di impatto ambientale) si tenga espressamente conto della riduzione dei quantitativi da conferire in discarica. «Si è trattato di una prima riunione - spiega Franchi - che era già in programma, ma che si è resa ancora più necessaria alla luce delle proteste emerse nei giorni scorsi». Al confronto in Regione, insieme a Franchi, c’era anche la sindaca di Santa Luce, Giamila Carli. «Lo abbiamo chiesto insieme - spiega il primo cittadino di Rosignano -, tra l’altro mi dispiace non ci sia stato Orciano, ma quel Comune si è chiaramente sfilato da questo percorso». Già, perché sono già partite circa 400 osservazioni contrarie al progetto, molte delle quali portate in Regione dalla sindaca di Orciano, Giuliana Menci.
Quella di ieri mattina è stata un’occasione in cui Franchi e Carli hanno ribadito all’ente regionale la necessità di mettere nero su bianco il progressivo decremento dei conferimenti collegato al progetto per Scapigliato. «Un protocollo in questo senso lo faremo - assicura Franchi - e mi auguro che lo firmi anche la Regione. Se non lo firmerà lo faremo comunque a livello istituzionale sul territorio». Il sindaco assicura infatti che “La fabbrica del futuro” non è un “progetto-paravento” per ottenere l’ampliamento del fronte di discarica. «Si tratta di un processo di medio periodo - insiste Franchi -, ma l’obbiettivo è quello di considerare la discarica un elemento residuale nella politica dello smaltimento, con una riduzione sensibile dei quantitativi. Questo è il progetto presentato negli incontri pubblici dei mesi passati e Rea Impianti non lo ha cambiato di una virgola».
Fatto sta che contro la ristrutturazione del polo di Scapigliato si sono levate polemiche da più fronti, tradotte poi in osservazioni presentate alla Regione. Proteste che secondo Franchi sono forse legate «a un difetto di comunicazione, o forse a una strumentalizzazione». «È chiaro - sottolinea - che alle procedure di Via e Aia si devono sottoporre soltanto l’ampliamento del polo impiantistico e la realizzazione del biodigestore». Le altre parti del progetto, quelle innovative che secondo quanto l’amministratore di Rit Alessandro Giari ha ripetuto più volte negli incontro pubblici porteranno ricerca e posti di lavoro, «non è previsto siano sottoposte a questi procedimenti, ma esistono e sono parte integrante del percorso».
Il sindaco spiega che in verità il decremento di rifiuti a Scapigliato ha già preso il via. «Nel 2015 - precisa - siamo arrivati al tetto delle 460mila tonnellate, ma già l’anno scorso siamo scesi a 230mila e quest’anno ci sarà un ulteriore diminuzione». Allora perché Rea Impianti ha sottoposto alla procedura di Via un impianto per 460mila tonnellate? «È chiaro, anche per questioni di sicurezza - termina Franchi - l’azienda ha ritenuto di presentare la Via per i massimi livelli conferibili e tra l’altro già ad oggi autorizzati, ma il progetto prevede una riconversione del polo, graduale rispetto alla realizzazione degli impianti di trattamento dei rifiuti».

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