Il presidio
«Ospedale, l’unica strada è in rete con Piombino»
Il sindacato Fp-Cgil: «Garantisce servizi, posti di lavoro e mette al sicuro dai tagli» Nella piattaforma più posti letto per le cure intermedie e le case della salute
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CECINA. L’unico argine possibile ai tagli dei servizi previsti dalla normativa. È così che la Funzione pubblica Cgil inquadra il progetto dell’ospedale unico, articolato sui presidi, di Cecina e Piombino. Mentre torna a rivendicare la garanzia di posti letto per le cure intermedie, «al momento non sufficienti». E reclama un’accelerazione per la creazione delle case della salute: «Non ci accontenteremo delle promesse, ma pretenderemo che siano immediatamente poste in essere soluzioni concrete, come un’assistenza domiciliare che sia all’altezza degli altri territori della provincia attraverso l’assunzione di nuovo personale». Questo e altro nella piattaforma che i rappresentanti sindacali consegneranno questa mattina all’assessore regionale al Diritto alla salute Stefania Saccardi, nell’incontro previsto a Livorno.
Cure intermedie e case della salute per dare compimento al modello per intensità di cure che «può essere una soluzione, ma a patto che il progetto sia completato». Mentre per l’ospedale di Cecina il sindacato sottolinea come frutto della propria azione l’arrivo di «nuovo personale» e che «si stabilizzeranno i posti da primario». E prosegue: «Difendere l’ospedale vuol dire difendere i diritti fondamentali dei cittadini. Questo obiettivo lo si raggiunge se si difende l’ospedale unico tra Cecina e Piombino, perché questo è lo strumento che garantirà anche nel futuro la permanenza dei due presidi ospedalieri. È proprio per questa ragione che chiediamo di ampliare l’ospedale unico anche a Portoferraio, perché lo stesso diritto alla salute lo hanno i cittadini dell’Elba».
Per la segreteria provinciale della Funzione pubblica Cgil: «La sinergia tra i presidi ospedalieri è l’unica strada che garantisce servizi e posti di lavoro e che ci mette al sicuro dai tagli previsti dalla normativa e, proprio grazie a questa collaborazione e grazie alle istituzioni locali, Cecina potrà ottenere l’emodinamica e garantire la permanenza delle proprie specialistiche sul territorio, come dimostrato dai concorsi da primario in atto e programmati». Tra le novità per il personale è stata siglata un’ipotesi di accordo per le progressioni economiche: «A cui sono stati destinati tutti i fondi stabili della contrattazione integrativa e grazie al quale più del 70% degli aventi diritto farà uno scatto in avanti, mentre, grazie ai fondi non stabili, il 100% dei lavoratori otterrà il riconoscimento economico di produttività».
Cure intermedie e case della salute per dare compimento al modello per intensità di cure che «può essere una soluzione, ma a patto che il progetto sia completato». Mentre per l’ospedale di Cecina il sindacato sottolinea come frutto della propria azione l’arrivo di «nuovo personale» e che «si stabilizzeranno i posti da primario». E prosegue: «Difendere l’ospedale vuol dire difendere i diritti fondamentali dei cittadini. Questo obiettivo lo si raggiunge se si difende l’ospedale unico tra Cecina e Piombino, perché questo è lo strumento che garantirà anche nel futuro la permanenza dei due presidi ospedalieri. È proprio per questa ragione che chiediamo di ampliare l’ospedale unico anche a Portoferraio, perché lo stesso diritto alla salute lo hanno i cittadini dell’Elba».
Per la segreteria provinciale della Funzione pubblica Cgil: «La sinergia tra i presidi ospedalieri è l’unica strada che garantisce servizi e posti di lavoro e che ci mette al sicuro dai tagli previsti dalla normativa e, proprio grazie a questa collaborazione e grazie alle istituzioni locali, Cecina potrà ottenere l’emodinamica e garantire la permanenza delle proprie specialistiche sul territorio, come dimostrato dai concorsi da primario in atto e programmati». Tra le novità per il personale è stata siglata un’ipotesi di accordo per le progressioni economiche: «A cui sono stati destinati tutti i fondi stabili della contrattazione integrativa e grazie al quale più del 70% degli aventi diritto farà uno scatto in avanti, mentre, grazie ai fondi non stabili, il 100% dei lavoratori otterrà il riconoscimento economico di produttività».
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