Il Tirreno

Recupero e riciclo, stop immondizia 

Recupero e riciclo, stop immondizia 

Il comitato Rifiuti Zero chiede all’azienda di ritirare il progetto in Regione 

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ROSIGNANO. Tra le osservazioni già pervenute alla Regione Toscana contro il progetto di ampliamento di Scapigliato, sono presenti anche quelle elaborate dl coordinamento provinciale Rifiuti Zero. Il coordinamento, a cui aderiscono 23 soggetti tra i quali Legambiente e Wwf, chiede «con forza che Rea Impianti – si legge in una nota - ritiri il progetto e ne presenti uno realmente rivolto alla chiusura della discarica e allo sviluppo di impianti di recupero e riciclo dei materiali, come era stato assicurato ai cittadini». Il coordinamento entra nei dettagli. «L'atto dirigenziale n. 159/2012 della Provincia di Livorno - scrive - prevede che "all'esaurimento della volumetria autorizzata il gestore dovrà avviare la procedura di chiusura" e non certo chiedere una nuova autorizzazione per abbancare altri 6 milioni di tonnellate». E ancora «il Piano regionale prevede una sostanziale diminuzione dei rifiuti urbani e speciali conferiti in discarica, oltre alla nascita di filiere del riciclo dei rifiuti speciali, contrastando quindi nettamente con il progetto di ampliamento a Scapigliato, i conferimenti richiesti risulterebbero superiori all'intero fabbisogno di tutta la Toscana costiera (Ato)». Infine il Coordinamento sottolinea come «la convenzione firmata da Ato Costa e Rea Impianti il 14 marzo 2017 prevede prezzi di conferimento che si riducono con l'aumento dei conferimenti annuali: partendo da un costo di 75 euro a tonnellata si procede a scontare il prezzo fino a 65 euro a tonnellata man mano che i conferimenti aumentano. Questo criterio può essere definito “chi più inquina, meno paga”».
No a al progetto “Fabbrica del futuro” anche da parte della segreteria regionale del Pci, che in una nota elenca le negatività del piano. «Il progetto - si legge - amplierebbe l’attuale sito di decine di ettari dove sarebbero smaltiti ulteriori 5.030.000 metri cubi di rifiuti fino al 2031. Si spendano competenze e finalizzino studi alla realizzazione di progetti tali da accompagnare la discarica al suo definitivo assestamento, guardando alla salute dei cittadini e alla difesa ambientale. Tra l’altro il Pci «si impegna ad aprire in sede regionale e non solo una riflessione legata alla gestione dei rifiuti».

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