Il Tirreno

Assegnate 12 case popolari dopo un’attesa di anni 

di Maria Meini
Assegnate 12 case popolari dopo un’attesa di anni 

Sono in un blocco di 16 appartamenti: le chiavi saranno consegnate a giugno Gli assegnatari sono tutti italiani: anziani soli e famiglie più o meno numerose

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CECINA. Sono stati assegnati ieri mattina i primi 12 alloggi popolari del nuovo blocco di via Pasolini. Negli uffici comunali sono stati firmati gli atti che definiscono gli assegnatari (che potranno insediarsi a giugno) sulla base della graduatoria e delle caratteristiche delle famiglie, che per numero e composizione si adattano alla tipologia di alloggio. Gli assegnatari sono 12 famiglie, tutte italiane, di diversa grandezza: si va da famiglie composte da un’unica persona, perlopiù anziani, fino a famiglie di cinque componenti, passando per famiglie di due, tre e quattro persone.
Sono i primi 12 alloggi di un gruppo di 16, finalmente pronti. Finalmente è un avverbio azzeccato, perché sono anni che si attende la consegna. Anni accompagnati da polemiche per i ritardi, dalla crisi degli alloggi, dall’emergenza sfratti e, in ultimo, dalla discussione sui criteri di assegnazione che secondo le opposizioni avrebbero favorito gli immigrati. Criteri sui quali l’amministrazione Lippi ha deciso di andare ad una stretta, controllando in modo più capillare la presenza dei requisiti di base. E la scelta ha portato a un’effettiva riduzione del numero degli stranieri tra gli assegnatari. I 12 appartamenti assegnati ieri fanno parte di un totale di 45 - 47 case (alcune sono ancora in fase di recupero e in base alla tipologia degli assegnatari lo spazio può essere ripartito diversamente) all’interno di tre blocchi tra l’area nord di San Pietro in Palazzi, Vallescaia e la zona degli ex Macelli comunali alla Magona. 32 gli alloggi di nuova realizzazione, gli altri recuperati in vecchi stabili. 9 alloggi sono nella zona di Vallescaia, 7 alla Magona, 15 gli appartamenti di recupero, 16 alloggi sono a Palazzi, in via Pasolini. Qui, nella passata amministrazione, furono fatte le prime consegne. Da allora sono passati quasi tre anni. E, casualmente, l’assessore è lo stesso di allora. Lia Burgalassi, da poco in giunta con la delega al Sociale. «Sono contenta che siamo arrivati alla soluzione definitiva - commenta Burgalassi - innanzitutto perché queste case sono una prima risposta a un bisogno primario che fa soffrire molte persone. E sono contenta anche per la qualità degli alloggi, tutti in classe energetica A, quindi appartamenti con buoni requisiti di abitabilità. Infine sono contenta perché ho iniziato io la progettazione di questi alloggi, e oggi vado a consegnarli, in alcuni casi a persone che provengono da anni di emergenza abitativa».

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