Il presidio
«Ritirate il progetto per Scapigliato»
di Elisa Pastore
La richiesta dei cittadini all’incontro sulla discarica che si è svolto a Santa Luce, tensione con Giari e la sindaca Carli
3 MINUTI DI LETTURA
SANTA LUCE. Un continuo botta e risposta tra l'amministratore unico di Rea Impianti Alessandro Giari, la sindaca di Santa Luce Giamila Carli e la folla di cittadini di tutte le età accorsa mercoledì sera all'ennesimo incontro su Scapigliato. Attimi di rabbia e di tensione. Di disapprovazione unanime dei residenti di Santa Luce e Orciano per il nuovo progetto “Fabbrica del futuro”. Per l'ampliamento, in pratica, del polo impiantistico di Scapigliato. «Non ci fidiamo più di quello che ci viene detto – ha spiegato Eno Citi – abbiamo perso la fiducia nei confronti di Rea Impianti e delle istituzioni. Abbiamo realmente il timore di venire sommersi dai rifiuti provenienti da tutta Italia nei prossimi anni, solo per affari economici. Non possiamo permettercelo, non possiamo permettere che i nostri figli si accollino altri decenni di discarica. Noi abbiamo semplicemente deciso di vivere in campagna, a contatto con la natura».
La salute, per il fronte anti-discarica, viene prima di tutto. «Le nostre direzioni sono diverse, opposte – questo il coro unanime rivolto a Rea Impianti durante l'assemblea alla quale ha partecipato anche la sindaca di Orciano Giuliana Menci – noi vediamo il futuro per i nostri figli, voi solo per la vostra discarica. Per 30 anni abbiamo sopportato tanto, troppo e nessuno ci ha mai tutelati. Non potete chiederci ora di appoggiare il vostro progetto, seppur meritevole sotto tanti aspetti».
«Non vogliamo che la discarica chiuda – ha aggiunto Gioele Gallo, presidente della Consulta giovanile di Santa Luce – sappiamo che deve andare avanti ma vogliamo garanzie. Vogliamo essere certi che si arrivi a conferire sempre meno rifiuti. Che nel 2032 i rifiuti che verranno sotterrati siano pari a zero così come pari a zero dovrà quindi essere l'impatto ambientale. Che la fabbrica possa diventare realmente un valore aggiunto per il territorio. E che la cella per lo smaltimento dell'amianto serva solo a livello distrettuale, non regionale».
Quello che oggi i cittadini chiedono è poi una maggiore cooperazione tra le istituzioni locali. Una politica comune che pensi in primis al bene della comunità. «Che i sindaci di Santa Luce ed Orciano – ha sottolineato ancora Eno Citi – si facciano carico dei nostri pensieri e che difendano a spada tratta le nostre richieste». «Siamo esasperati, sono 30 anni – ha concluso Marcello Bongi del Comitato di tutela delle colline pisano-livornesi – che sopportiamo questa situazione. Che conviviamo con una discarica che in passato è stata gestita male. Che ha avuto componenti del consiglio di amministrazione indagati per traffico mafioso di rifiuti. Persone che hanno combinato un disastro, che hanno portato ad un vero e proprio incancrenimento della nostra fiducia verso Rea Impianti». Infine una stoccata anche all'assessore all'ambiente del Comune di Rosignano Daniele Donati: «Durante una commissione, peraltro a verbale, ha detto che nel 2031 se sarà necessario riapriranno il vecchio corpo della discarica. Questo è preoccupante ed inaccettabile. Ritirate subito il progetto. Ragioniamo insieme per un impatto meno invasivo di Scapigliato, mettete nero su bianco la reale diminuzione del conferimento dei rifiuti e saremo tutti tranquilli e favorevoli. Provate voi, altrimenti, a vivere 30 anni in questa situazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La salute, per il fronte anti-discarica, viene prima di tutto. «Le nostre direzioni sono diverse, opposte – questo il coro unanime rivolto a Rea Impianti durante l'assemblea alla quale ha partecipato anche la sindaca di Orciano Giuliana Menci – noi vediamo il futuro per i nostri figli, voi solo per la vostra discarica. Per 30 anni abbiamo sopportato tanto, troppo e nessuno ci ha mai tutelati. Non potete chiederci ora di appoggiare il vostro progetto, seppur meritevole sotto tanti aspetti».
«Non vogliamo che la discarica chiuda – ha aggiunto Gioele Gallo, presidente della Consulta giovanile di Santa Luce – sappiamo che deve andare avanti ma vogliamo garanzie. Vogliamo essere certi che si arrivi a conferire sempre meno rifiuti. Che nel 2032 i rifiuti che verranno sotterrati siano pari a zero così come pari a zero dovrà quindi essere l'impatto ambientale. Che la fabbrica possa diventare realmente un valore aggiunto per il territorio. E che la cella per lo smaltimento dell'amianto serva solo a livello distrettuale, non regionale».
Quello che oggi i cittadini chiedono è poi una maggiore cooperazione tra le istituzioni locali. Una politica comune che pensi in primis al bene della comunità. «Che i sindaci di Santa Luce ed Orciano – ha sottolineato ancora Eno Citi – si facciano carico dei nostri pensieri e che difendano a spada tratta le nostre richieste». «Siamo esasperati, sono 30 anni – ha concluso Marcello Bongi del Comitato di tutela delle colline pisano-livornesi – che sopportiamo questa situazione. Che conviviamo con una discarica che in passato è stata gestita male. Che ha avuto componenti del consiglio di amministrazione indagati per traffico mafioso di rifiuti. Persone che hanno combinato un disastro, che hanno portato ad un vero e proprio incancrenimento della nostra fiducia verso Rea Impianti». Infine una stoccata anche all'assessore all'ambiente del Comune di Rosignano Daniele Donati: «Durante una commissione, peraltro a verbale, ha detto che nel 2031 se sarà necessario riapriranno il vecchio corpo della discarica. Questo è preoccupante ed inaccettabile. Ritirate subito il progetto. Ragioniamo insieme per un impatto meno invasivo di Scapigliato, mettete nero su bianco la reale diminuzione del conferimento dei rifiuti e saremo tutti tranquilli e favorevoli. Provate voi, altrimenti, a vivere 30 anni in questa situazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
