Il Tirreno

La psicologa scrittrice che racconta le donne 

di MARIA MEINI
La psicologa scrittrice che racconta le donne 

Serena Ricciardulli, 40 anni, di Castiglioncello col suo romanzo d’esordio invitata al Salone di Torino

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Livorno e New York, dalla Baracchina bianca sul lungomare dell’Accademia al Rainbow Room del Rockefeller Center. Luoghi di vita e dell’anima. Che punteggiano il legame speciale, un’amicizia-famiglia, che tiene insieme le storie di cinque donne, protagoniste del romanzo d’esordio di Serena Ricciardulli, “Fuori pove”, edito da Bonfirraro.
Una storia nella storia: l’autrice è una psicologa quarantenne con la passione per il teatro e la scrittura. Dichiara una folgorazione infantile per “Piccole donne” e un grande amore per Margareth Mazzantini. Il libro nasce come regalo di Natale alle sue amiche del cuore, e sono loro a spingerla a rimpolpare il manoscritto e inviarlo a una casa editrice. Nel mezzo un incontro importante: Serena fa leggere il romanzo a una editor talentuosa, Samantha Bruzzone, editor e moglie di uno scrittore di successo come Marco Malvaldi, il chimico pisano che firma “I delitti del Bar Lume”. E ancora a Castiglioncello si torna - come nel cerchio magico di Fellini la vita è circolare - perché nella serie tv del Bar Lume uno dei protagonisti è il papà storico di Armunia Massimo Paganelli.
Cominciamo da qui. Dal taglio cinematografico del romanzo. Introdotto da un’inquadratura scenica che ci regala una Livorno fine anni Sessanta, con due giovani innamorati, e una conclusione alla Sex and City... È già un film?
«Magari! C’è chi ne fa un gioco scegliendo le attrici, il regista: Virzì, o Ozpetek... La Buy, la Ramazzotti... Il libro è nato come un racconto che ho voluto regalare alle mie amiche speciali per Natale. Lo spunto mi è venuto mentre in macchina tornavo a casa dal lavoro: mi veniva in mente la storia e una volta a casa la buttavo giù. La scrittura mi ha sempre rilassato, è un dono di natura. Non mi sembra ancora vero aver trovato un editore, e prima ancora una editor fantastica come Samantha Bruzzone che ha creduto in me e nel racconto, scelto per il Salone internazionale del libro di Torino».
Il romanzo si dipana intorno al legame di cinque donne, le “bimbe” come si dice a Livorno. Cosa le tiene insieme?
«I sentimenti, le emozioni. È questo che ho voluto fare: raccontare le emozioni, il racconto infatti non segue un percorso temporale, ma proprio le emozioni delle protagoniste. E ho voluto raccontare l’amicizia tra queste “bimbe”, ma ci sono anche gli uomini nel romanzo. Io credo molto nell’amicizia - femminile, maschile, tra uomini e donne - in certi legami che diventano famiglia, amicizia salvavita».
Il taglio è molto scenico, i dialoghi fluiscono piacevolmente, i luoghi sono quelli della Livorno “ganza”, della Castiglioncello cult. Con uno spaccato sulla New York iconica. Ma in sottofondo ci sono emozioni e situazioni anche drammatiche che vivono le protagoniste. Con il filo conduttore della voce narrante, Anna e la sua ironia. Quanto conta il suo taglio da psicologa nel racconto?
«Me lo sono chiesto anch’io rileggendolo. Il romanzo non è autobiografico, ma è vero che in ogni personaggio c’è qualcosa di me, delle mie amiche. Anna è un personaggio che amo particolarmente, perché al di là della sicurezza che mostra ha una sofferenza interiore che nasconde e che alla fine scopriremo».
Nel libro c’è anche molto della sua livornesità: la scelta dei luoghi, la musica di Bobo Rondelli, certe abitudini alimentari, come il 5&5 con le melanzane, il ponce, il cacciucco, l’inno di Garibaldi (lesso rifatto col pomodoro). Fanno parte della sua vita o è un omaggio alle sue origini?
«Tutte e due le cose: Livorno è la mia città, la città dove sono nata e che racconto ai miei figli. La cucina è quella di mia madre».
E il teatro quanto conta nella sua formazione, e nella sua scrittura?
«Conta molto. Per me il teatro è una passione importante, recitare non era un passatempo».
Ci sarà un sequel del romanzo?
«Me lo auguro, ma ancora non riesco a credere che sia stato pubblicato, che andrò al Salone di Torino..»
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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