Feudi di San Gregorio pronta la nuova cantina
di Divina Vitale
Open day nella tenuta di Campo alle Comete acquistata dal gruppo di Capaldo per 10 milioni dal principe Guicciardini Strozzi. Alla direzione Jeanette Servidio
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BOLGHERI . Nuovi arrivi nelle terre "vitate" bolgheresi. Ad approdare in Toscana è stavolta l’azienda irpina di Feudi San Gregorio, guidata da Antonio Capaldo. Si tratta di Campo alle Comete: l'acquisizione, per circa 10 milioni di euro, è avvenuta nel febbraio del 2016, con la vendita da parte del principe Guicciardini Strozzi della proprietà, Le Pavoniere, che comprende 15 ettari più la nuova cantina, conclusa proprio da Capaldo.
Alla direzione dell’azienda ci sono Jeanette Servidio (che ne è anche amministratore delegato, con grande esperienza maturata in altre realtà del vino bolgheresi) mentre la consulenza enologica è stata affidata a Stefano Di Blasi, che ha lavorato per tanto tempo con Antinori.
Un progetto ludico, onirico, che fa sognare, quello legato alla nuova azienda. Basta navigare nel nuovo sito internet per immergersi in un'atmosfera visionaria, un viaggio vissuto con l’anima candida del fanciullo. Il primo vino in commercio infatti è Stupore che porta l'immagine di una bambina sollevata da un palloncino in un cielo pieno di stelle. Per un’azienda che guarda le Comete era indispensabile un’etichetta d’artista che, al pari di quelle che seguiranno, consiste in una piccola tessera ripresa da un quadro dipinto da Nicoletta Ceccoli, artista sammarinese che grazie alle sue illustrazioni per l’infanzia si è conquistata la fama internazionale. Il quadro rappresenta l’azienda come l’ha vissuta l’artista, un mondo incantato e sospeso dove si intersecano terra, cielo e mare e fluttuano senza gravità farfalle, pesci, cavallucci marini, piccole bimbe dai lunghi capelli.
L’azienda è in progress come i suoi vini. Accanto al rosso di Bolgheri ci sono un Vermentino, un Rosato e un Cabernet Sauvignon in purezza. Per poter assaggiare il primo vino, intermente prodotto con la nuova guida, il Bolgheri Superiore, che porterà il nome dell’azienda, dovremo attendere almeno il 2018. Una gamma misurata, quella proposta, modellata su una prospettiva produttiva di un massimo di 120,000 bottiglie, di cui sarà interprete numericamente importante proprio Stupore.
Tra le volontà anche piantare nuovi vigneti a cabernet franc. Campo alle Comete è in realtà toponimo riscoperto proprio dalla Feudi di San Gregorio ma non si può non leggervi una voglia di incuriosire, di rendere magico e più accessibile un luogo situato nel cuore di una Bolgheri tanto blasonata. «Non siamo arrivati con obiettivi commerciali – ha spiegato Capaldo – ma vorremo iscriverci nel ventaglio delle aziende presenti puntando solo alla qualità. Nei prossimi anni speriamo di poter dire la nostra nel panorama di eccellenza bolgherese».
Ieri l’open day aperto ai giornalisti, ai produttori, ai ristoratori e operatori di settore con un buffet curato dall’Osteria Magona e momenti ludici, d’intrattenimento, musica e scenografia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Alla direzione dell’azienda ci sono Jeanette Servidio (che ne è anche amministratore delegato, con grande esperienza maturata in altre realtà del vino bolgheresi) mentre la consulenza enologica è stata affidata a Stefano Di Blasi, che ha lavorato per tanto tempo con Antinori.
Un progetto ludico, onirico, che fa sognare, quello legato alla nuova azienda. Basta navigare nel nuovo sito internet per immergersi in un'atmosfera visionaria, un viaggio vissuto con l’anima candida del fanciullo. Il primo vino in commercio infatti è Stupore che porta l'immagine di una bambina sollevata da un palloncino in un cielo pieno di stelle. Per un’azienda che guarda le Comete era indispensabile un’etichetta d’artista che, al pari di quelle che seguiranno, consiste in una piccola tessera ripresa da un quadro dipinto da Nicoletta Ceccoli, artista sammarinese che grazie alle sue illustrazioni per l’infanzia si è conquistata la fama internazionale. Il quadro rappresenta l’azienda come l’ha vissuta l’artista, un mondo incantato e sospeso dove si intersecano terra, cielo e mare e fluttuano senza gravità farfalle, pesci, cavallucci marini, piccole bimbe dai lunghi capelli.
L’azienda è in progress come i suoi vini. Accanto al rosso di Bolgheri ci sono un Vermentino, un Rosato e un Cabernet Sauvignon in purezza. Per poter assaggiare il primo vino, intermente prodotto con la nuova guida, il Bolgheri Superiore, che porterà il nome dell’azienda, dovremo attendere almeno il 2018. Una gamma misurata, quella proposta, modellata su una prospettiva produttiva di un massimo di 120,000 bottiglie, di cui sarà interprete numericamente importante proprio Stupore.
Tra le volontà anche piantare nuovi vigneti a cabernet franc. Campo alle Comete è in realtà toponimo riscoperto proprio dalla Feudi di San Gregorio ma non si può non leggervi una voglia di incuriosire, di rendere magico e più accessibile un luogo situato nel cuore di una Bolgheri tanto blasonata. «Non siamo arrivati con obiettivi commerciali – ha spiegato Capaldo – ma vorremo iscriverci nel ventaglio delle aziende presenti puntando solo alla qualità. Nei prossimi anni speriamo di poter dire la nostra nel panorama di eccellenza bolgherese».
Ieri l’open day aperto ai giornalisti, ai produttori, ai ristoratori e operatori di settore con un buffet curato dall’Osteria Magona e momenti ludici, d’intrattenimento, musica e scenografia.
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