Il Tirreno

Ritardi e burocrazie la Casa delle donne è ancora in alto mare 

di Elisa Pastore
Ritardi e burocrazie la Casa delle donne è ancora in alto mare 

L’assessore Burgalassi: «La apriremo entro la fine dell’anno» Ma intanto manca la cessione dell’immobile all’Asl

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CECINA. Se ne parla ormai dal 2011 e, forse, entro la fine dell'anno aprirà finalmente la “Casa delle donne”. Una struttura allestita nell'edificio al Paratino che prima ospitava una vecchia scuola elementare colonica e poi l'ex caserma dei vigili del fuoco. Una sistemazione temporanea per donne vittime di violenza o di grave disagio sociale ed emarginazione. Ma anche per i loro figli. Separate dai mariti ed in serie difficoltà economiche, ad esempio, o vittime di stalking.
Un vero e proprio centro di accoglienza con una decina di posti letto. «Il progetto – spiega l'assessore al Benessere della comunità Lia Burgalassi – è pronto. Manca solo da definire alcuni passaggi amministrativi. Come Comune stiamo terminando tutte le procedure burocratiche, la volontà è quella di portarlo in fondo il prima possibile». Di fatto, si tratta di un progetto che nel corso degli anni ha accumulato tutta una serie di ritardi. Che sarebbe dovuto partire già dal 2012. «Più nel dettaglio – prosegue l'assessore al Sociale – dobbiamo definire l'assegnazione dell'immobile al Paratino, di proprietà dell'amministrazione, all'azienda sanitaria locale Asl e alla Società della Salute che si occuperà della sua gestione. Definire, in pratica, quello che sarà un comodato d'uso della struttura di circa 120 metri quadrati. Subito dopo partiranno i lavori interni». La realizzazione di tre o quattro stanze con più letti ciascuna (circa dieci in totale), oltre a vari luoghi da vivere in comune per favorire la socializzazione, per donne sole di qualsiasi età. Vittime di violenza o in grave disagio sociale, saranno seguite dagli assistenti sociali e dagli educatori della Società della salute che se ne occuperà tramite l'azienda sanitaria locale.
«Sistemazioni – sottolinea ancora Lia Burgalassi, nella nuova giunta dallo scorso marzo – obbligatoriamente temporanee perché lo richiedono le stesse vicende personali delle tante donne che ospiteremo. Spesso veramente dolorose e drammatiche per cui non possono risiedere più di tanto in una stessa struttura». I ritardi che negli anni si sono accumulati poi sono dovuti principalmente ai soldi arrivati in passato dal Ministero dell'Interno per finanziare l'intervento. Circa 170mila che dal Dicastero erano approdati prima al Comune di Rosignano per adeguare un centro simile a Vada che nel frattempo aveva chiuso i battenti perché la società Solvay (proprietaria dell'immobile) lo aveva rivoluto indietro. E poi quindi, per accordo tra le due amministrazioni locali – e dopo il necessario via libera da Roma - per gli interventi di natura strutturale del nuovo centro al Paratino.
Una variazione non semplice che si è protratta per anni. Accumulando ritardi su ritardi. Adesso manca l'ultima fase del passaggio ufficiale dell'immobile alla Asl e alla Società della Salute, poi l'avvio di piccoli lavori finali di adeguamento. La realizzazione delle stanze e degli spazi in comune. La data di apertura ancora non c'è ma dall'amministrazione la speranza è che sia decisa entro la fine del 2017.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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